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Petrillo: “Dopo la vittoria del NO apriamo una nuova fase per Fiumicino, costruiamo un progetto e poi le primarie”

“Serve una nuova fase politica condivisa, dal progetto al candidato scelto dai cittadini”

 

 

di Fernanda De Nitto

 

Anche a Fiumicino la vittoria del NO nel referendum, ha suscitato una serie di riflessioni sull’importanza della partecipazione cittadina alla vita della città, prima ancora che della Nazione, stimolando importanti valutazioni da parte della politica locale, in particolare dai gruppi di opposizione, che si proiettano verso il futuro del territorio.

 

 

Di visioni e progetti futuri ne abbiamo parlato con Angelo Petrillo, consigliere comunale all’opposizione e capogruppo della Lista Civica Ezio.

 

 

Come sono stati accolti dall’opposizione locale i risultati del referendum costituzionale, con la vittoria del no al 53,19%?

“La vittoria del No al referendum ha dimostrato che anche a Fiumicino esiste una parte viva della città che vuole partecipare, informarsi e difendere i valori democratici. In questi ultimi anni, nonostante varie difficoltà, si sta respirando un’energia che va ben oltre i partiti politici, costituita da cittadini, associazioni, comitati e, soprattutto, giovani che hanno deciso di impegnarsi per una battaglia comune”.

 

 

In questo fermento cittadino come può la politica interfacciarsi e rapportarsi al fine di far fronte comune per la salvaguardia della città?

“Credo che la vitalità popolare di questi ultimi tempi non può disperdersi. Politicamente noi come forze di opposizione, in particolare tra gruppi consiliari, non siamo mai stati così uniti a Fiumicino, collaborando attivamente come un corpo unico, superando appartenenze e sigle ogni volta che si è trattato di difendere gli interessi della città. Ma questo impegno, seppur importante, non è rimasto chiuso nelle istituzioni ma si è intrecciato spesse volte con l’azione del mondo civico, dell’associazionismo, dei comitati cittadini e di tanti residenti che si sono sempre spesi per il bene comune”.

 

 

Ritiene che proprio la vitalità del mondo civico, insieme ad una salda struttura politica e amministrativa, sia la base su cui partire per una visione futura della città?

“Ritengo prioritario pensare che sia questo il momento per aprire una vera e propria fase nuova, più ampia, strutturata e partecipata. Occorre mettere insieme tutte le energie sane della città, a partire da chi lavora nelle istituzioni, a chi si è impegnato nei comitati e nelle associazioni per la difesa del proprio territorio, e a tutti coloro che vogliono dare un contributo al futuro della comunità”.

 

 

A questo punto però con una visione ampia di governance cittadina è legittimo pensare che sia necessario anche lavorare su un futuro candidato. Come ritiene si possa arrivare alla scelta del nome?

“Il punto di partenza non può essere il nome di un candidato, bensì il progetto per Fiumicino, strutturato mediante un programma chiaro e riconoscibile. Occorre prima partire da un progetto di città che necessita di ricevere attenzioni e idee in tutti i settori, dando priorità ad un percorso condiviso che unisca competenze, esperienze e partecipazione e solo dopo si può pensare a scegliere una figura predominante che sappia rappresentare tale progetto”.

 

 

Quindi il candidato non sarà scelto dalla politica?

“Non ci dovranno essere imposizioni dall’alto, la scelta non può essere decisa nelle stanze della politica. La candidatura deve essere il punto di arrivo di un percorso aperto e trasparente al quale giungere con un chiaro metodo democratico, senza forzature e obblighi”.

 

 

Per fare questo ed arrivare alla candidatura unica ritiene quindi sia necessario strutturare della primarie aperte?

“Il lavoro di questi anni aiuta sicuramente e se più persone vorranno mettersi a disposizione lo strumento più naturale per farlo non può che essere quello delle primarie aperte a tutta la cittadinanza, trasparenti e democratiche. Il candidato sindaco dovrà essere il portavoce di un progetto costruito insieme. Proprio per questo Fiumicino adesso merita un passo avanti che può essere fatto solo allargando il campo e chiamando a raccolta tutte le potenzialità locali che hanno a cuore Fiumicino. Io stesso sono pronto a prendermi questo impegno, insieme ai miei colleghi consiglieri, per costruire uniti il progetto per la città e poi sarà solo la comunità locale a scegliere chi dovrà rappresentarlo”.

 

 

 

 

 

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