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Roma inaugura il Museo del Tevere, tra storia, sport e realtà virtuale

Nel Casale di via Gomenizza la nuova “Casa del Tevere”: al via la mostra fotografica sui Circoli storici di canottaggio romani

 

 

di Dario Nottola

Roma ha, finalmente, il Museo del Tevere. La sede è nel Casale di via Gomenizza 81, ora battezzato “Casa del Tevere”, aperto ad eventi culturali che abbiano il Tevere come oggetto.

Comprende un archivio di libri, foto e video, una sezione didattica e un ampio ricorso alla realtà virtuale per coinvolgere soprattutto le più giovani generazioni nell’affascinante mondo e nella millenaria storia del fiume della Città Eterna.

L’inaugurazione, alla presenza del Sindaco Roberto Gualtieri, è stata anche l’occasione per la presentazione della prima attività del Museo: la mostra fotografica “Centocinquant’anni di amore per il fiume”. Curata da Giuseppe Di Piazza, costituirà il primo nucleo del progetto museale ed è composta da un’ottantina di immagini d’epoca appartenenti agli archivi dei cinque Circoli storici romani di canottaggio e canoa (Reale Circolo Canottieri Tevere Remo, Circolo Canottieri Aniene, Circolo Canottieri Roma, Circolo Canottieri Lazio e Circolo Canottieri Tirrenia Todaro), che, riuniti nell’Associazione per il Museo del Tevere, sono riusciti a regalare alla Capitale un ulteriore e importante tassello della sua offerta culturale.

Le immagini documentano la trasformazione dell’ambiente fluviale della città dalla seconda metà dell’Ottocento ai giorni nostri e l’antico e solido legame esistente da oltre un secolo e mezzo tra i cinque Circoli storici e il fiume. Il primo sodalizio remiero romano, infatti, fu la Tevere Remo, fondata nel 1872.

 

 

Il percorso didattico e le proiezioni

Completano il percorso espositivo numerose tabelle esplicative preparate da Stefano Brusadelli, che raccontano fatti e accadimenti che hanno reso il Tevere protagonista della vita della città, e un video che racchiude immagini iconiche di film di varie epoche prodotti dalla Titanus e ambientati sul fiume.

Le imbarcazioni d’epoca

Tre regine delle acque, tre preziose imbarcazioni che hanno solcato in passato le acque del Tevere, faranno bella mostra di sé nelle sale del Museo del Tevere.

Proveniente dalla Tevere Remo, ecco una yole risalente agli anni Venti del Novecento, costruita per un solo vogatore e un passeggero alloggiato dinanzi a lui su un piccolo sedile. Meglio sarebbe però parlare di “passeggera”, dato che tale tipo di imbarcazione serviva al canottiere per portare a spasso sul fiume una rappresentante del gentil sesso, debitamente abbigliata con cappello e ombrellino di seta per ripararsi dal sole o dal vento. Chissà quante storie d’amore avrà visto questa yoletta!

Sempre dalla Tevere Remo, il più antico sodalizio romano di canottaggio, arriva anche una canoa “alla canadese”, costruita negli anni Trenta. La canoa, prima di essere affidata alla Tevere Remo, apparteneva alla Società Geografica Italiana e, certamente, prima di arrivare nella Capitale è stata “cittadina del mondo”, navigando innumerevoli fiumi e laghi. In questo caso stupisce la perfezione della costruzione e la qualità del fasciame, perfettamente conservato dopo un secolo.

Ma la storia più singolare è forse quella della terza imbarcazione, proveniente dal patrimonio della Tirrenia Todaro. Si tratta di una canoa concepita come uno scheletro di legno sul quale, a scopo di impermeabilizzazione, veniva montata una coperta di stoffa. Si potrebbe definire “dei due mondi” perché fu costruita negli anni ’50 in Argentina da due italiani andati a lavorare a Concordia, l’ingegner Pietro Lopriore e sua moglie Maria Luisa Bertuccioli, desiderosi di esplorare il locale rio Uruguay.

Successivamente la famiglia Lopriore si trasferì in Patagonia con la canoa, che poté quindi navigare anche nei gelidi laghi locali, e poi nel 1956 fece ritorno a Roma, sempre in compagnia dell’inseparabile natante. Il quale poté infine assaggiare anche le acque del biondo Tevere.

La mostra è solo la prima delle tante iniziative che animeranno il Museo del Tevere. Il progetto, infatti, prevede la realizzazione di una sezione di realtà virtuale grazie alla quale il visitatore potrà vivere l’esperienza di una navigazione sul fiume in epoche diverse, oltre ad abbondante materiale esplicativo redatto dai migliori specialisti accademici sull’importanza del Tevere per la nascita e lo sviluppo della città, sulla sua morfologia, la sua flora e la sua fauna nel tratto urbano.

Vi sarà inoltre una sezione dedicata alla storia e alla funzione dei Circoli storici di canottaggio, vere e proprie “sentinelle” del corso d’acqua, oltre che promotori degli sport fluviali. Infine, il Museo sarà la base per organizzare visite storico-naturalistiche sul Tevere guidate da esperti.

 

 

 

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