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Notte Europea dei Musei: sabato 23 maggio apertura straordinaria per Castello di Giulio II e Museo delle Navi

Al Castello di Giulio II inaugura la mostra “In hoc Signo” dedicata alla diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Porto

 

 

di Dario Nottola

In occasione della Notte Europea dei Musei, sabato 23 maggio saranno aperti al pubblico il Castello di Giulio II e il Museo delle Navi di Fiumicino, con biglietto al prezzo simbolico di 1 €.

Al Castello l’occasione sarà propizia per visitare la mostra “IN HOC SIGNO“, che aprirà al pubblico da domani, giovedì 21 maggio.

Il Castello di Giulio II prolunga così il suo orario di visita dalle 19.30 alle 00.30 (ultimo ingresso alle 00.00), mentre il Museo delle Navi di Fiumicino apre dalle 19.30 alle 00.20 (ultimo ingresso ore 23.50).

E, come dicevamo, da domani gli appartamenti papali al primo piano del Castello di Giulio II, ad Ostia Antica, accoglieranno una mostra dedicata alla presenza cristiana nei territori di Ostia e Porto tra l’età tardoantica e l’alto medioevo.

La mostra “In hoc Signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto“, fino al 21 novembre, a cura del Direttore del Parco Archeologico, Alessandro D’Alessio, Dario Daffara e Cristina Genovese, vuole raccontare al pubblico l’affermazione e la diffusione del Cristianesimo attraverso testimonianze della cultura materiale e storico-artistica provenienti dai contesti cristiani del territorio ostiense e portuense, l’attuale Fiumicino. Si tratta di opere poco note al pubblico e, in alcuni casi, esposte per la prima volta, ma importanti per evocare il grande cambiamento culturale che avvenne tra IV e V secolo, che portò all’affermazione definitiva del Cristianesimo.

I due insediamenti di Ostia e Portus, principali poli di diffusione della nuova religione, costituivano il principale sistema portuale dell’antichità, dove per secoli hanno convissuto culture, popolazioni e religioni differenti, come testimoniato dai numerosi ritrovamenti di simulacri di divinità quali Mithra, Cibele, Iside e Serapide. A partire dal III secolo d.C. si assiste alla progressiva diffusione della fede cristiana, testimoniata dalla produzione di oggetti con decorazioni allusive al nuovo credo, che spesso recuperano e interpretano iconografie già diffuse nel mondo classico. Alcuni manufatti, come le lucerne, recano la raffigurazione del pastore crioforo (portatore di ariete), interpretato in chiave cristiana come Buon Pastore, e le rappresentazioni di Orfeo che incanta gli animali, nelle quali si allude alla figura salvifica di Cristo.

Con il cessare delle persecuzioni nel IV secolo, il Cristianesimo può diffondersi liberamente in tutto l’impero: a Ostia l’imperatore Costantino fa costruire un’imponente basilica dedicata ai santi Pietro, Paolo e Giovanni Battista, riportata alla luce dai recenti scavi condotti dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma, mentre a Porto e nell’Isola Sacra si attestano, a poca distanza l’una dall’altra, due basiliche con funzioni cultuali verosimilmente differenti.

Nella città di Ostia, i ritrovamenti archeologici testimoniano l’impiego del monogramma cristiano (il chrismon) su molti oggetti legati alla vita quotidiana, in particolare su lucerne, anelli e altre suppellettili domestiche; nella sfera funeraria la diffusione del culto è suggerita dai contenitori in vetro con iscrizioni a lettere d’oro, chiamati refrigeria, utilizzati durante i banchetti funebri in onore dei defunti.

In città, inoltre, vengono innalzati luoghi di culto di minori dimensioni, come l’oratorio di Ciriaco presso il Teatro e l’oratorio delle Terme del Mitra presso via della Foce: da quest’area provengono i frammenti di una grande mensa marmorea decorata con le raffigurazioni di Apostoli e del Giardino dell’Eden, che in occasione della mostra tornano a Ostia per la prima volta dalla loro scoperta nel 1862, grazie a un prestito della Banca d’Italia, nelle cui collezioni sono nel frattempo confluiti.

A Portus, la costruzione della basilica in un’area un tempo strategicamente rilevante per la sua posizione rispetto al bacino di Traiano, trasformatasi dal IV secolo in area residenziale, documenta quanto la progressiva evoluzione in città portuale sia stata accompagnata dall’affermazione e diffusione del culto cristiano.

Sempre in ambito portuense, ma sul lato opposto della Fossa Traiana (il Canale di Fiumicino), nel comprensorio dell’Isola Sacra, si trova un’altra potente testimonianza dell’identità cristiana del territorio: la basilica ad corpus, dedicata alla fine del IV secolo dal vescovo Eraclida al martire portuense Ippolito ed eretta su una serie di preesistenze nel luogo in cui, secondo la tradizione martirologica, sarebbe avvenuto il supplizio di Ippolito, gettato in un pozzo.

Le testimonianze restituiscono l’entità e la complessità delle manifestazioni monumentali e storico-artistiche dei primi secoli del Cristianesimo: emerge l’immagine di un territorio complesso e articolato, nel quale Ostia e Portus sono i principali poli di diffusione della nuova religione, ruolo che i due centri hanno saputo mantenere e accrescere anche nel corso del Medioevo e dell’età moderna e, in alcuni casi, fino ad oggi.

La visita è inclusa nel prezzo del biglietto al monumento. Per maggiori informazioni: [pa-oant.comunicazione@cultura.gov.it](mailto:pa-oant.comunicazione@cultura.gov.it)

 

 

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