
Formazione su disabilità psichiche e inclusione: una settimana di attività tra teoria, confronto con le famiglie e prove in mare
Si è svolto dal 16 al 22 marzo presso la sezione locale della Lega Navale Italiana il corso di specializzazione per istruttori di nautica solidale, promosso dalla stessa LNI in collaborazione con AICS. Un’iniziativa dedicata all’approfondimento delle tematiche legate alla disabilità psichica, con l’obiettivo di rendere la vela e le attività nautiche sempre più inclusive.
Il corso ha coinvolto 20 istruttori provenienti da tutta Italia, impegnati in un percorso formativo intenso che ha affrontato in particolare i disturbi della personalità, lo spettro autistico e la sindrome di Down. Al centro dell’esperienza, la volontà di comprendere come la nautica possa rappresentare uno strumento concreto per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
Significativa, per la prima volta, la partecipazione diretta di genitori e ragazzi con problematiche psichiche e disturbi dello spettro autistico, affiancati dagli operatori dell’associazione A.L.T AUT APS. Un confronto che ha consentito di approfondire le reali esigenze delle famiglie e individuare possibili sinergie per il futuro.
Come sottolineato dal presidente della sezione locale, Armando Fortini, l’iniziativa ha rappresentato un passo importante per costruire un quadro operativo più chiaro e condiviso, rafforzando il ruolo della Lega Navale Italiana nel campo della nautica sociale.
Il corso, rivolto principalmente a volontari, è stato caratterizzato da un intenso scambio di esperienze e competenze tra i partecipanti, a conferma dell’attenzione che la Lega Navale dedica da sempre a queste tematiche. Il coordinamento è stato affidato a Vincenzo De Luca, rappresentante della Presidenza Nazionale nel Centro Culturale per la Formazione Nautica, mentre la direzione scientifica è stata curata da Mauro Marchi, responsabile del settore disabilità.
Le attività si sono svolte tra momenti teorici e uscite in mare, come mostrano anche le immagini del corso presenti nel documento: dalle lezioni in aula alle esercitazioni a bordo, fino ai momenti di confronto sul porto di Fiumicino, in un clima di collaborazione e condivisione.
Un’esperienza che conferma come la nautica possa diventare un potente strumento di inclusione sociale, dove come recita il motto del corso “l’obiettivo non è arrivare primi, ma arrivare insieme”.






