
“Dammi un pò d’acqua da bere”, grande successo dell’Incontro Ecumenico nella Parrocchia Stella Maris di Fiumicino
Lo scorso sabato 24 gennaio, si è tenuto, nella Parrocchia Santa Maria Stella Maris di Fiumicino, nell’ambito della settimana dedicata al dialogo ecumenico, un incontro con le diverse confessioni religiose di ispirazione cristiana. Hanno celebrato la preghiera ecumenica il Parroco Padre Valter, il sacerdote Ortodosso Padre Cristian, il Diacono Enzo Crialesi (Direttore Ufficio Migrantes Diocesano) e il Diacono Norman Elenon.
“L’unità è un dono dello Spirito Santo e quindi dobbiamo essere aperti a questo” sono le parole di Papa Francesco, che spiega come l’ecumenismo sia il movimento che tende a riavvicinare e a riunire tutti i fedeli cristiani e quelli delle diverse Chiese. Il punto di partenza è la comune fede nella Trinità: in Dio Padre, in Gesù Cristo Figlio e nello Spirito Santo.
La preghiera ecumenica che si è celebrata nella Parrocchia Stella Maris di Fiumicino è stato il terzo dei momenti celebrativi che si sono tenuti dopo Ladispoli e Cesano.
La Preparazione: Una guida invitava le comunità presenti ad alzarsi in piedi e unirsi al canto d’inizio, mentre entrava la processione dei Concelebranti che si portava davanti al pozzo, “simbolico”, posto davanti l’altare, tenendo in mano una brocca di acqua che ogni rappresentante delle Chiese presenti ha versato lentamente nella vasca. L’acqua versata insieme è stato un segno della unità.
Il Rito Penitenziale, tutti i fedeli hanno cantato insieme il Kyrie indipendente dalla lingua o gruppo di appartenenza riconoscendosi membri di un unica assemblea bisognosa della misericordia e dell’aiuto di Dio.
La Celebrazione della Parola, momento in cui il diacono ha proclamato il brano Evangelico della samaritana tratto dal capitolo 41 versetti 1-41 del Vangelo di Giovanni, in cui il Signore parla al cuore di ogni persona e resta in attesa che la parola proclamata si faccia carne.
– Una donna della Samaria viene al pozzo a prendere acqua. Gesù le dice: “Dammi un po’ d’acqua da bere”. Risponde la donna: “Perché tu che vieni dalla Giudea chiedi da bere a me che sono Samaritana?” (Si sa che i Giudei non hanno buoni rapporti con i Samaritani). Gesù le dice: “Tu non sai chi è che ti ha chiesto da bere e non sai che cosa Dio può darti per mezzo di lui. Se tu lo sapessi, saresti tu a chiederglielo, ed egli ti darebbe acqua viva…… Gesù le dice: “Voi Samaritani adorate Dio senza conoscerlo; noi in Giudea lo adoriamo e lo conosciamo, perché Dio salva gli uomini cominciando dal nostro popolo. Ma credimi: viene il momento in cui l’adorazione di Dio non sarà più legata a questo monte o a Gerusalemme; viene un’ora, anzi è già venuta, in cui gli uomini adoreranno il Padre guidati dallo Spirito e dalla verità di Dio. Dio è spirito. Chi lo adora deve lasciarsi guidare dallo Spirito e dalla verità di Dio”.
Nella meditazione fatta dai sacerdoti è stato messo in risalto con tre sfaccettature diverse l’importanza del battesimo e dell’acqua viva dello Spirito Santo che Gesù dona ai Cristiani suoi fedeli per essergli testimoni credibili nel cammino verso l’unità e in questo tempo pieno di difficoltà e di paure. E’ sempre in Gesù, unico Capo e Signore, in cui tutti possiamo ritrovarci uniti, per la forza inesauribile della sua grazia”.
Il Rinnovamento delle promesse Battesimali: Il canto della Comunità ha riaperto i nostri cuori, dopo la riflessione dei sacerdoti, all’ascolto della preghiera della professione di fede, in cui tutti rinunciamo al peccato e creduto a Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo e ci ha introdotto al rito di benedizione dell’acqua. Dopo la benedizione dell’acqua i sacerdoti celebranti e tutti i presenti sono andati in processione ad attingere all’acqua e tracciare su di sé il segno di croce, in ricordo del battesimo, che è fondamento dell’unità, con cui la nostra vita è stata innestata in quella di Cristo.
La Preghiera d’intercessione: “Manda il tuo Spirito Signore a rinnovare la Terra” con cui abbiamo chiesto all’unico Padre di insegnarci la carità, l’ospitalità, l’unità, la pace, la sapienza per ascoltare la voce di Gesù che ci chiama all’unità, nella bellezza della diversità, e ci invita ad attingere all’unica acqua viva per la costruzione di un mondo tollerante e non violento.
Mentre la comunità cantava, ”Questo è il mio comandamento che vi amiate come io ho amato voi”: alcuni giovani (delle parrocchie che hanno partecipato e della comunità Rumena) hanno presentato quattro offerte simboliche, introdotte da una bella spiegazione:
1. La luce: che esprime l’immagine più autentica di Cristo “luce del mondo”, affinché alla sua luce tutti manifestiamo la luce della fraternità e della comunione.
2. I fiori: che esprimono la bellezza “che salverà il mondo”, perché tutti detestiamo le brutture dell’odio e della violenza e scegliamo il bello, quale rimando a Dio somma bellezza.
3. La terra: per esprimere l’impegno comune a custodire il nostro pianeta, quale dono straordinario del Creatore, perché accolga la convivenza pacifica del genere umano.
4. La Bibbia che contiene la Parola di salvezza, perché in tutte le Chiese cristiane sia nutrimento continuo per la conversione all’umiltà e all’accoglienza nella diversità.
La Benedizione, scambio della pace e invio in missione: dopo la preghiera del Padre Nostro, è stata recitata contemporaneamente dai sacerdoti e diaconi la preghiera di benedizione in cui è stato chiesto al Padre la benedizione e la protezione di tutte le comunità cristiane, di riempire i cuori di tenerezza e di gioia, le orecchie di musica e le narici di profumo, la lingua di canti e per dare un volto alla speranza; al Signore Gesù Cristo, Acqua viva, che sia dietro per proteggerci, davanti per guidarci, accanto per accompagnarci, dentro per consolarci e su di noi per benedirci. Allo Spirito Santo, datore di vita, il soffio della sua grazia per rendere i nostri pensieri santi, agendo su di noi per rendere le nostre opere sante, conducendo il nostro cuore ad amare e rafforzare ciò che è santo. Infine il congedo e l’invio nella missione di unirci insieme per rendere credibile attraverso la testimonianza di unità il Cristo Gesù nostro Signore.
Matteo Fasano






