
Verranno messe in sicurezza anche diverse case che sorgono a pochi metri dalla battigia
di Umberto Serenelli
Prenderanno il via il prossimo ottobre i lavori per sistemare la quota della sprofondata diga soffolta davanti al chiosco Baraonda di Focene. Gli interventi saranno estesi alle abitazioni che, per effetto dell’erosione, si trovano ora a pochi metri dalla battigia. C’è delusione tra i residenti perché il cronoprogramma prevedeva l’avvio dell’opera prima dell’arrivo dell’estate.
“Dopo un colloquio con i tecnici comunali – precisa Antonio Lovaglio, proprietario di una delle case invase più volte dai flutti – abbiamo appreso che i fondi della Regione, per gli “interventi di somma urgenza”, non sono sufficienti e che inoltre slitteranno. Questo ci preoccupa perché ci era stato garantito l’avvio dell’opera in questo periodo. Auspichiamo di vederli iniziare quanto prima”.
Le famiglie che abitano negli immobili costieri sono costrette a ricorrere alla posa di sacchetti davanti alle recinzioni per impedire che le onde arrivino ad allagare i giardini o addirittura sulla soglia di casa. Durante le giornate caratterizzate dal forte vento, le onde scavalcano l’arenile e invadono addirittura la strada, che conduce al chiosco, fino a inondare viale di Focene, la principale arteria della cittadina. All’inizio dell’anno, la Regione ha messo a disposizione dell’amministrazione di Fiumicino un finanziamento di 350mila euro per eseguire i lavori a difesa della costa.
L’ufficio del Demanio e Patrimonio ha fatto elaborare un progetto dalla società Itogeo srl che prevede il prolungamento del “pennello” sud, di circa 30 metri, le opere di rifioritura della sprofondata diga soffolta, con un sollevamento della quota sottomarina di circa 50 centimetri, e il ripascimento morbido con l’immissione di 5mila metri cubi di sabbia con cui ricostruire lo “scomparso” arenile della spiaggetta. Per realizzare queste opere, il cui controllo verrà affidato a Bartolomeo Bove quale responsabile del procedimento, si renderanno necessarie circa 600mila euro. Ciò comporterà un’integrazione di 250mila euro da parte della Regione per frenare l’erosione. L’iter è comunque ancora molto lungo perché il progetto ora è soggetto alla “verifica d’impatto ambientale” e, dopo aver superato questo scoglio, si renderà necessaria la conferenza dei servizi.
L’erosione è abbastanza evidente anche davanti al chiosco “40° all’ombra”, ultima spiaggia attrezzata sul litorale di Focene nord prima di raggiungere i primi stabilimenti balneari di Fregene sud. L’ultima mareggiata ha infatti provocato danni alla passerella pedonale che dall’arenile consente di accedere alla veranda. Antonio Quaranta, titolare della concessione, è stato costretto a posare una diga di sacchi pieni di sabbia per scongiurarne il crollo.






