
La dott.ssa Rosanna Lucera spiega sintomi, fattori di rischio, diagnosi e l’importanza della prevenzione urologica
di Fernanda De Nitto
La rubrica “Salute & Benessere” in tema di prevenzione urologica questa settimana con l’urologa, dott.ssa Rosanna Lucera, approfondirà il delicato l’argomento dell‘ipertrofia prostatica.
Di quale patologia si tratta? “L’ipertrofia prostatica è una patologia benigna che colpisce gli uomini con incidenza variabile all’aumentare dell’età. E’ caratterizzata da un aumento di volume della prostata che provoca una riduzione del calibro dell’uretra prostatica con conseguente sintomatologia disurica, caratterizzata da disturbi irritativi come urgenza a fare pipì, aumento della frequenza diurna e notturna e disturbi ostruttivi come riduzione del getto urinario e sensazione di mancato svuotamento. Accanto a questo potrebbero instaurarsi infezioni delle vie urinarie”.
Possiamo affermare che tale malattia sia comune alla maggior parte degli uomini? “Dire che l’ipertrofia prostatica è una patologia che hanno tutti gli uomini è sbagliato, perché anche se circa il 70% di maschi oltre i 70 anni di età ne soffre, è vero anche che una parte della popolazione non ne soffre e non ne soffrirà mai. L’altra verità, per coloro che ne soffrono, riguarda l’aumento di volume il quale è proporzionale all’età, nel senso che all’aumentare degli anni aumenta il volume della prostata. Quindi una ipertrofia prostatica, che inizia di solito intorno ai 50 anni, sarà destinata a peggiorare, dato che aumenta progressivamente il volume, con il passare del tempo”.
Quali sono i fattori di rischio? “I fattori di rischio sono molti: primo fra tutti la familiarità, ma anche patologie concomitanti e stile di vita giocano un ruolo importante”.
Come viene diagnosticata l’ipertrofia prostatica? “La diagnosi viene fatta con la visita specialistica urologica, una ecografia prostatica sovrapubica e la uroflussimetria che è un esame poco invasivo ma molto utile per valutare, osservando i parametri, il grado di ostruzione, per iniziare eventuali terapie”.
Come si interviene per curarla? “Le terapie a disposizione variano dagli integratori, nelle fasi iniziali, seguiti da farmaci, fino all’intervento chirurgico. In ogni caso si curano i sintomi ma sul volume, solo l’intervento chirurgico può agire”.
Perché curare l’ipertrofia prostatica benigna? “Perché se non curata si danneggia la vescica e a volte anche la funzione renale. Immaginate di avere un palloncino, che sarebbe la vescica, pieno d’acqua con sotto una chiusura, costituita dalla prostata, che diventa sempre più grande e rigida e anche quando si apre non permette all’acqua di uscire come dovrebbe. Il palloncino a un certo punto si sfianca e non ce la fa più a far uscire l’acqua, e in questi casi bisogna correre al Pronto Soccorso per mettere un catetere per svuotare la vescica. Ecco a questo non si deve arrivare, perché poi è davvero troppo tardi”.
Anche per questa patologia è fondamentale la prevenzione? “Assolutamente, la prevenzione è sempre molto importante per una diagnosi precoce ed una corretta terapia per evitare, soprattutto, danni all’apparato urinario”.
La dott.ssa Rossana Lucera riceve presso la Casa di Cura “Nostra Signora della Mercede” di Via Tagliamento, 25, a Roma, Tel. 068551948, e presso lo Studio Medico sito in Via del Forte Tiburtino, 98, Tel. 06/4062878. Per gli appuntamenti si possono chiamare gli studi o contattarla con WhatsApp al +39 376/2525935.






