
All’Orto Stiloso Bistrot di Fiumicino, il libro di Giulio Trenta diventa occasione di confronto tra letture, psicologia, arte, musica e associazionismo
Cadenze Letterarie ha aperto il nuovo ciclo autunno-inverno all’Orto Stiloso Bistrot di Fiumicino con “La verità che resta” di Giulio Trenta, pubblicato da Aletheia Editore. L’incontro del 24 settembre ha riunito per circa due ore letture, psicologia, arte, musica e associazionismo, con la partecipazione del pubblico in sala e di quello collegato attraverso la diretta Facebook.
Il libro è stato il punto di partenza di un percorso costruito intorno a tre passaggi: l’abbandono, il rischio e la caduta, fino alla speranza. Nato in Bulgaria nel 2004, Trenta ha alle spalle esperienze nella musica, nel canto e nella recitazione e due precedenti pubblicazioni, Un Caso a Roma del 2022 e Umanità Perduta del 2025. Con La verità che resta torna attraverso la scrittura su esperienze difficili della propria vita, che durante la serata sono diventate materia di confronto con gli altri.
A dare voce alle pagine è stata Francesca Stajano Briganti. Dall’infanzia narrata in L’Istituto, l’abbandono, gli orchi si è passati all’adolescenza di Badlands, fino al testo Speranza. Ad accompagnare i diversi momenti sono intervenuti Sonia Buscemi, Sergio Mingrone e Maria Grazia Imbimbo, affrontando temi come le conseguenze dell’abbandono, la costruzione dell’identità, il bisogno di appartenenza, la vulnerabilità nell’adolescenza e la possibilità di ricostruire il proprio rapporto con il passato.
Il passaggio da una lettura all’altra ha permesso di seguire non soltanto la successione degli avvenimenti raccontati da Trenta, ma anche ciò che quelle esperienze possono lasciare nel tempo. Il bisogno di essere accolti, la ricerca di appartenenza e il rischio di affidare alle persone sbagliate una fragilità che viene da lontano hanno attraversato il confronto, fino alla domanda centrale dell’ultima parte: come tornare a immaginare il futuro senza negare quello che è accaduto.
Uno dei momenti più intensi è arrivato con l’intervento dei genitori adottivi di Giulio Trenta. Alla storia dell’abbandono si è affiancata quella dell’accoglienza, portando nella sala una testimonianza che ha coinvolto anche emotivamente il pubblico. La stessa Buscemi, nel corso del confronto, ha lasciato emergere quanto alcuni passaggi avessero toccato anche chi era chiamato ad affrontarli da una prospettiva professionale. Il dialogo ha così superato ciò che era stato preparato, facendo incontrare la storia scritta con le persone che ne hanno condiviso una parte.
L’arte visiva è entrata nell’incontro con Salvatore Fazio, che ha realizzato un’opera ispirata a La verità che resta, consegnata a Giulio Trenta. Un secondo lavoro, dedicato all’Orto Stiloso, è stato donato ad Anna Maria Piacquadio, che ha accolto Cadenze Letterarie nella nuova sede. Anche la pittura ha quindi trovato un proprio spazio nel racconto, accanto alla parola scritta e alle letture.
La serata ha visto contemporaneamente la presenza di tre realtà associative, con esperienze e ambiti differenti. Velia Maria Lapudula, presidente dell’Associazione Valore Sociale ONLUS ETS, ha presentato l’attività dell’associazione e la collaborazione avviata con Cadenze Letterarie. Barbara Cerusico, presidente dell’Associazione Donne per la Sicurezza ODV ETS, ha portato il progetto Difendiamoci Insieme, collegando il confronto ai temi della violenza, della prevenzione, della sicurezza e dell’autodifesa. “La cultura non è soltanto raccontare storie. È anche ascoltarle, comprenderle e, qualche volta, trasformarle in azione”, ha osservato Cerusico dopo l’incontro.
La terza esperienza associativa è arrivata attraverso la musica. Il Merysse Acoustic Duo, formato da Maria Teresa De Pierro, in arte Merysse, e Michele Bertasi, ha accompagnato diversi momenti con brani originali e cover. De Pierro ha presentato inoltre l’impegno di Istinti Artistici e il progetto dedicato al rapporto tra musica e persone sorde e ipoacusiche, un percorso destinato a proseguire anche a Bruxelles. La musica non ha rappresentato quindi un semplice intervallo, ma un altro modo di partecipare alla serata e di raccontare un’esperienza associativa.
Anche il pubblico è stato chiamato a entrare nel confronto. Attraverso Slido, Maria Grazia Imbimbo ha raccolto ciò che i presenti sentivano di portare con sé dopo l’incontro. Accanto al disagio e alla percezione dei rischi sono emersi soprattutto speranza, partecipazione, condivisione e arricchimento personale. Una restituzione immediata che ha mostrato come le pagine più dure non avessero lasciato soltanto il peso delle storie ascoltate, ma anche il desiderio di rielaborarle insieme.
La partecipazione si è estesa online attraverso la diretta Facebook. Presente inoltre Canale 10, che segue Cadenze Letterarie fin dal suo esordio con riprese, servizi e spazi nei telegiornali locali. All’Orto Stiloso l’emittente ha intervistato Dino Tropea, Anna Maria Piacquadio, Giulio Trenta e Velia Maria Lapudula, documentando l’appuntamento e le collaborazioni nate intorno al progetto.
Il libro è rimasto così al centro senza essere lasciato solo. Lettura, psicologia, musica, pittura, testimonianze e associazionismo hanno permesso di osservare la stessa storia da prospettive differenti, senza cancellarne i passaggi più difficili. Tra i sentimenti restituiti dal pubblico alla fine sono tornati amore e speranza, accanto alla consapevolezza dell’abbandono, del disagio e delle fragilità attraversate durante il racconto.
Cadenze Letterarie proseguirà il 9 ottobre alle 19 all’Orto Stiloso Bistrot di Fiumicino, con Evviva la commedia all’italiana – Anni 70/80 di Antonio Santoriello. L’incontro sarà aperto a lettori, autori, artisti, associazioni, professionisti e a quanti desiderano partecipare e condividere esperienze. Ingresso libero, posti limitati.
Un grazie a Giorgio Algherini, che attraverso i suoi scatti ha fermato volti, gesti e momenti della serata.
Foto: Giorgio Algherini






