
Il 4 e 5 settembre a Ostia torna il festival dedicato a pace, diritti, ambiente e cittadinanza attiva, con concerti, talk e il Villaggio Flumen che riunirà oltre 20 associazioni
di Dario Nottola
Domani e sabato il Porto turistico di Roma ospiterà Flumen, un festival che propone musica, incontri, talk, associazionismo, attività culturali e spazi di partecipazione civica, in una cornice che intende valorizzare uno dei luoghi più significativi del litorale romano e renderlo attraversato da cittadini, organizzazioni, comunità e linguaggi culturali.
Il Festival è promosso dall’Associazione Io, Noi ODV, dalla Biblioteca per la Nonviolenza e dal Movimento Nonviolento, con CSV Lazio confermato come main partner CSV Lazio, con lo scopo di promuovere spazi di partecipazione per il protagonismo del volontariato e del Terzo settore.
La scelta del Porto turistico di Roma ad Ostia come sede del Festival assume quest’anno per le organizzazioni promotrici un valore particolarmente significativo: portare cultura, musica, associazionismo, parola pubblica e partecipazione civica in uno spazio importante del territorio di Roma, contribuendo a renderlo vivo, accessibile e aperto alla cittadinanza.
L’edizione 2026 propone un programma ricco sul piano culturale e musicale, con ospiti di livello nazionale, dialoghi di approfondimento e momenti pubblici dedicati ai temi più urgenti dell’attualità: conflitti armati, crisi climatica, migrazioni, giovani generazioni, partecipazione, disarmo, diritti e difesa civile non armata e nonviolenta. Porteremo, inoltre, momenti specifici di alcuni progetti che stiamo curando tra cui Traiettorie di pace positiva con il supporto del Mase sull’Agenda 2030 e New Olympiads sullo sport inclusivo Tutti gli eventi saranno seguiti e raccontati dai media partner Reti Solidali, la rivista online di CSV Lazio, e Azione nonviolenta, la rivista del Movimento Nonviolento fondata da Aldo Capitini nel 1964.
Accanto al palco principale, l’edizione 2026 vedrà la nascita del Villaggio Flumen, con la partecipazione di oltre 20 associazioni che porteranno al Festival esperienze, campagne, materiali, attività e pratiche di impegno sociale, ambientale e culturale.
“Il Villaggio Flumen non si limita ad essere puramente uno spazio espositivo – dichiara Claudio Tosi (CSV Lazio) – ma è una parte viva del Festival: un luogo di incontro tra volontari, organizzazioni del Terzo settore, pubblico, comunità, pratiche sociali e linguaggi culturali che si incontra anche con una dimensione europea ed internazionale”.
Il programma musicale venerdì 4 settembre si aprirà con il concerto narrativo dedicato a Pier Paolo Pasolini di Poetry in Music Project e proseguirà con la performance artivistica di Lotta e, a chiusura della prima giornata, il concerto di Amalfitano, cantautore e musicista romano. Sabato 5 settembre apriranno le note popolari dei Nubras e sarà invece Francamente a chiudere l’edizione 2026 con il live principale della serata.
Si rinnova anche l’appuntamento dell’assegnazione del Premio Matumaini, che in lingua swahili significa “speranza”. Istituito nel 2019 per ricordare Ugo Montanari, medico del comune di Fiumicino e volontario nella valle di Bonde Dogo, in Tanzania. Il Premio richiama il suo impegno presso il presidio sanitario di Msange, che contribuì a trasformare in ospedale e che ancora oggi lo ricorda con una targa.
“È un riconoscimento – afferma Vincenzo Taurino, Presidente del Premio Matumaini – assegnato a chi, con l’esempio della sua vita professionale e nella quotidianità della sua vita privata, ha testimoniato e testimonia il valore della solidarietà, incarnando l’utopia del cambiamento”.
“L’edizione 2026 trova uno scenario mondiale ancora più drammatico, segnato dalla persistenza delle guerre, dai ripetuti fallimenti dei tentativi di pace e dall’aggravarsi della crisi climatica – spiega Daniele Taurino, filosofo, attivista del Movimento Nonviolento e direttore artistico di Flumen – ed è proprio nei momenti di difficoltà che bisogna fare tutti gli sforzi per tenere accesa la fiammella della speranza, quel Lumen che con il Festival vogliamo far scorrere come un fiume, Flumen, tra la gente”.
“Ci teniamo a ringraziare per il loro contributo – concludono le organizzazioni promotrici – la direzione del Porto turistico di Roma e Alessandro Mei per l’ospitalità data al Festival. Un ringraziamento particolare va inoltre a tutte le persone che nelle sette edizioni precedenti hanno contribuito alla crescita di Flumen, in particolare alle volontarie e ai volontari”.
Il programma completo dell’edizione 2026 e il racconto delle precedenti edizioni sono disponibili sul sito: https://www.flumenfestival.eu/






