
La proposta di Gianmarco Irienti: “Patente per le aziende, salari dignitosi e tempi certi per il recupero crediti”
In un contesto economico in cui l’impegno e la qualità non sempre trovano riconoscimento, torna al centro del dibattito il tema della meritocrazia. Non come principio astratto, ma come leva concreta per riorganizzare il rapporto tra imprese, lavoro e istituzioni. È da qui che parte la proposta del Prof. Gianmarco Irienti, Segretario di Azione Fiumicino: costruire un sistema capace di premiare davvero le aziende che investono nella qualità, nella correttezza e nella stabilità occupazionale, superando una logica che troppo spesso appiattisce le differenze e penalizza chi fa meglio.
“Se dovessi ridurre tutto a una sola parola, sceglierei questa: meritocrazia. Non come slogan, ma come criterio operativo. Oggi, troppo spesso, chi lavora bene e chi lavora male vengono trattati allo stesso modo. Il risultato è un sistema che non premia la qualità, non incentiva il miglioramento e finisce per scoraggiare proprio le realtà più serie” lo dichiara Gianmarco Irienti, Segretario di Azione Fiumicino.
“L’idea è semplice – evidenzia – introdurre una vera e propria ‘patente’ per le aziende. Un sistema di punteggio trasparente, costruito su parametri concreti, che determini l’accesso ai bandi pubblici e il livello degli stessi. Non tutte le imprese devono avere automaticamente le stesse opportunità: chi dimostra di rispettare standard più alti deve poter accedere a bandi più importanti, con maggiori risorse e responsabilità”.
“Questo sistema non deve essere imposto, ma scelto – sottolinea Irienti – Le aziende restano libere di aderire o meno. Ma chi decide di farlo deve ottenere un vantaggio reale e tangibile: punteggi più alti, migliori posizionamenti in graduatoria, maggiore accesso alle assegnazioni pubbliche“.
“I criteri su cui costruire questa patente – aggiunge – devono essere chiari e misurabili. Tra questi:
garantire un reddito minimo dignitoso, con una soglia indicativa di 11 euro orari per i non laureati e 13 euro per i laureati; introdurre, dove possibile, la settimana lavorativa corta di quattro giorni, sostenuta da un credito d’imposta che compensi il quinto giorno non lavorato;
dimostrare correttezza nei rapporti contrattuali e stabilità occupazionale”.
“A questo – prosegue – si deve affiancare un intervento deciso su uno dei problemi più gravi per le imprese: il recupero dei crediti. Oggi i tempi della giustizia civile sono incompatibili con la vita economica reale. Un’azienda che non riesce a incassare rischia di fermarsi, indipendentemente dalla sua solidità”.
“Per questo propongo l’istituzione di un ufficio dedicato, con personale e magistrati specializzati nel civile, focalizzati esclusivamente su queste procedure. L’obiettivo è semplice: ridurre drasticamente i tempi, semplificare l’iter burocratico e garantire alle imprese strumenti rapidi ed efficaci per tutelare il proprio lavoro. Non si tratta di interventi ideologici, ma di scelte pratiche. Premiare chi fa meglio, sostenere chi investe nella qualità, rimuovere gli ostacoli che frenano chi produce valore. La politica, se vuole essere utile, deve tornare a questo: creare le condizioni perché il merito non sia un’eccezione, ma la regola” conclude Gianmarco Irienti, Segretario di Azione Fiumicino






