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Un film per ricordare Giulio Regeni

A Fiumicino la proposta di proiezione del docufilm nella biblioteca a lui intitolata dopo il caso dei fondi negati

 

Proiettare il docufilm “Giulio Regeni. Tutto il male del mondo” nella biblioteca “Giulio Regeni” di Villa Guglielmi, a Fiumicino. È la proposta lanciata dalla consigliera Pd Erica Antonelli dopo il mancato finanziamento pubblico all’opera diretta da Simone Manetti, vincitrice del Nastro della Legalità 2026.

 

Il documentario, già uscito nelle sale, ripercorre la storia del giovane ricercatore italiano rapito, torturato e ucciso in Egitto nel 2016. Un lavoro che ha ricevuto importanti riconoscimenti e che ha già ottenuto l’adesione di 76 università italiane, nell’ambito dell’iniziativa promossa dalla senatrice Elena Cattaneo per portarlo negli atenei.

 

“Il lavoro, in memoria di Giulio Regeni, ha vinto il Nastro della Legalità 2026 ma è stato ritenuto non meritevole di ricevere finanziamenti pubblici – sottolinea Antonelli – La risposta migliore non può che essere la diffusione e la proiezione del docufilm in tutto il Paese. Per questo propongo che possa essere proiettato a Villa Guglielmi, nella biblioteca intitolata proprio a Giulio. Quale luogo migliore per onorarne la memoria?”.

 

La consigliera ricorda inoltre che l’intitolazione ufficiale della biblioteca risale alla fine di ottobre 2019, a seguito di una petizione pubblica e di un ordine del giorno del Consiglio comunale. “Immagino questo appuntamento inserito nella programmazione degli eventi culturali estivi – aggiunge – magari in una serata all’aperto, sotto le stelle, nel segno della legalità e della memoria”.

 

Il mancato finanziamento pubblico al docufilm è nel frattempo diventato un caso politico nazionale ed è arrivato in Parlamento. Partito Democratico, Più Europa e Alleanza Verdi e Sinistra hanno presentato interrogazioni al ministro della Cultura, chiedendo chiarimenti sulle motivazioni dell’esclusione.

 

“Parliamo di un’opera di evidente valore civile e culturale – ha dichiarato la capogruppo democratica alla Camera, Chiara Braga – È una valutazione di natura politica quella che ha portato alla mancata concessione del sostegno pubblico?”. L’interrogazione porta la prima firma della segretaria Elly Schlein e dei componenti della Commissione Cultura.

 

 

 

Il documentario di Simone Manetti, premiato per il suo valore civile, continua così a far discutere, mentre cresce l’impegno per diffonderne la visione e mantenerne vivo il messaggio.

 

 

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