
Il consigliere comunale critica la gestione dei servizi, dall’assistenza agli studenti con disabilità e del nido di Parco Leonardo
“Il caso del trasporto scolastico ha restituito un’immagine piuttosto chiara: quando la macchina si inceppa, Baccini è costretto a scendere in campo personalmente per provare a rimettere insieme i pezzi. E allora una domanda sorge spontanea: ma della sua squadra di governo, il Sindaco, si fida ancora?” lo dichiara il consigliere comunale Paolo Calicchio, intervenendo sulle recenti difficoltà legate alla gestione del trasporto scolastico e, in particolare, del servizio rivolto agli studenti con disabilità.
“Abbiamo assistito a rinvii, difficoltà e comunicazioni che si sono rincorse per giorni – evidenzia – Poi, improvvisamente, la domenica pomeriggio è dovuto arrivare direttamente il Sindaco, con tanto di ordinanza, per tentare di mettere una pezza a una situazione che evidentemente era sfuggita di mano”.
“E meno male che, fino a poche ore prima, sembrava andare tutto per il meglio. Quando per risolvere una questione amministrativa deve intervenire direttamente il primo cittadino all’ultimo momento, forse il problema non è soltanto il trasporto scolastico – ribadisce Calicchio – Forse il problema è politico. Perché significa che qualcuno, prima di lui, non è riuscito a fare ciò che avrebbe dovuto fare nei tempi e nei modi necessari”.
“Baccini – aggiunge – ama presentarsi come quello che arriva e risolve. Una sorta di uomo della provvidenza chiamato a intervenire quando gli altri non ce la fanno. Ma questa narrazione, alla lunga, rischia di trasformarsi in un boomerang: se il Sindaco deve continuamente intervenire per correggere, mediare, tamponare e rimettere ordine, che cosa ci stanno a fare gli altri? Oppure è proprio questa la strategia: mettere costantemente in risalto l’unica figura che per il Sindaco conta; cioè Mario Baccini?”.
“Ed è proprio qui che diventa interessante osservare quello che sta accadendo sul piano politico. Baccini – sottolinea Calicchio – ha già iniziato a parlare del futuro e della propria candidatura, mentre contemporaneamente sembra guardarsi intorno, soprattutto verso mondi civici e politici di tradizione centrista con i quali oggi non governa. Sta forse cercando nuovi compagni, assessori, consiglieri, dirigenti, sostenitori, perché quelli attuali cominciano a rivelarsi inefficaci? La sensazione politica è che sia iniziata la stagione della pesca. Canne in acqua, esche pronte e grande attenzione verso chi potrebbe portare consenso, voti e magari qualche volto nuovo da presentare alla città”.
“Del resto le difficoltà di questa Amministrazione non si fermano certamente agli scuolabus – incalza – C’è, ad esempio, la vicenda dell’asilo nido previsto in via Guarino Guarini a Parco Leonardo, progetto finanziato con risorse europee sul quale è necessario fare piena chiarezza circa lo stato dell’intervento e il rispetto degli obiettivi previsti. Un progetto importante per ampliare l’offerta educativa del territorio. Non vorremmo che il vero problema fosse che quel progetto porta troppo chiaramente la firma di chi amministrava prima. Perché se così fosse sarebbe gravissimo: le opere appartengono alla città, non alle maggioranze che le hanno pensate. E allora chiediamo: a che punto siamo? Quali sono le criticità? E soprattutto, perché su vicende così importanti i cittadini devono sempre rincorrere le informazioni? E non è tutto: il tema del traffico, delle strade piene di buche, delle discariche abusive, del decoro del territorio, degli incendi, della sicurezza pubblica gli stanno facendo perdere consensi?”.
“Baccini sta cercando nuove reclute perché ha capito una cosa molto semplice con una squadra che fatica a tenere insieme persino l’ordinaria amministrazione, diventa complicato presentarsi ai cittadini raccontando che tutto procede magnificamente. Per questo oggi lui guarda altrove. Ma attenzione: Fiumicino non ha bisogno di una campagna acquisti. Ha bisogno di un’Amministrazione che funzioni. Non servono figurine da aggiungere all’album della prossima coalizione, né personaggi calati dall’alto che conoscano il Palazzo più della città. Servono persone che conoscono Fiumicino, i suoi quartieri, le sue fragilità e i suoi problemi. Se veramente Baccini pensa davvero al futuro – conclude Paolo Calicchio – dovrebbe occuparsi un pò meno di chi reclutare e un pò più a concretizzare e realizzare. Perché, a giudicare da quanto accade, sono sicuro che anche lui abbia iniziato ad avere qualche dubbio. In ogni caso, se al Sindaco piace fare il pescatore, allora non gli auguro buona pesca, e spero che, per il bene di Fiumicino e dei suoi cittadini, stavolta la rete non tenga.”






