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Satta “Prevenire è meglio che curare”

Il leader della lista civica Noi Insieme critica il progetto delle banchine della fossa Traianea


“Quella sarda è una tragedia ‘quasi annunciata’ che deve farci riflettere tutti, nessuno escluso – ha dichiarato il leader della lista civica Noi Insieme, Luigi Satta – scene simili a quelle che abbiamo visto in passato qui da noi non si sono mai viste e difficilmente si potrebbero riproporre. Pur in presenza di vincoli idrogeologico, al massimo potremmo subire l’inondazione della piana con danni limitatissimi. E pure L’Autorità di Bacino del Fiume Tevere ha ordinato interventi di somma urgenza sulle banchine del Fiume Tevere”.

“Giusto per carità – sostiene Satta – anche se ho sempre criticato il progetto delle banchine, nord e sud della fossa Traianea che hanno peggiorato la situazione all’ormeggio della flotta peschereccia e delle altre imbarcazioni dei sevizi portuali. Oltre al restringimento della fossa e alla chiusura totale delle celle sotto le banchine, la ristrutturazione ha fatto aumentare notevolmente la velocità della corrente: il fiume è stato ristretto di circa 2 metri e con il moto ondoso all’interno del porto canale proveniente da ponente, le grosse onde che entrano impediscono il normale deflusso, creando un innalzamento e una esondazione in alcuni tratti del porto”.

“Questo pregiudica la sicurezza delle imbarcazioni causando rotture dei cavi molto pericoloso  – afferma il leader della lista civica Noi Insieme – perché se tutti sanno nessuno parla? Considerando i cambiamenti climatici in Italia e nel mondo e considerato il crollo del mercato immobiliare, forse sarebbe auspicabile un urgente intervento di tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione per obbligare gli enti preposti a rivedere il piano regolatore del nostro comune aumentando le cubature ma negando una volta per tutte la possibilità di realizzare seminterrati che poi vengono utilizzati come camere da letto o cucine e bloccano in profondità le falde acquifere, interrompendole, cosa che mette a rischio la stabilità dell’edificio e dell’assetto idrogeologico del terreno. Questo porterebbe benefici e maggiori proventi alle casse comunali, diversamente da quello che prevede oggi il regolamento edilizio. Sarebbe sufficiente recuperare quella cubatura concessa in più in altre zone. Si può fare: basterebbe un pò di rispetto per gli elettori”.
 
 
 
 

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