
Rifiuti, erba alta e secca, detriti e nuove essenze in sofferenza. Dopo mesi di segnalazioni, l’ultimo intervento risolve solo una minima parte dei problemi
di Dario Nottola
Assolutamente insufficiente la pulizia a ridosso della passerella in legno ciclo pedonale che dalla fine del lungomare della Salute conduce a via del Faro.

Una situazione che, da oltre due mesi abbondanti, regna nello scarso decoro: nonostante, a livello di stampa, siano state inviate quattro segnalazioni a livello informale (proprio per dovere di stampa ed aiutare l’amministrazione che, con i propri occhi, non può arrivare dappertutto in un territorio di 220 km q) con documentazione fotografica annessa, solo oggi c’è stata una semplice “romanella” con la rimozione, la seconda in due mesi, dei rifiuti abbandonati nella parte sottostante solo il tratto iniziale.

Al netto dei comportamenti incivili, nulla è stato fatto per il decoro di altri elementi, nonostante le segnalazioni fotografiche mirate. Pertanto, non è stato rimosso il maxi covone di fogliame d’ulivo e detriti che da ben quattro mesi fa la sua bella presenza alla fine della passerella, dove s’interseca con via del Faro; l’erba alta spunta dalla parte sottostante ormai in diversi tratti superiori della passerella; vari settori a ridosso della ciclabile sono invasi di erba secca alimentando il rischio incendio con i vicini 147 metri cubi di castagno; altri tratti sottostanti la passerella sono pieni di rifiuti che non sono stati rimossi.
Le 450 essenze arboreee messe a dimora nei mesi scorsi appaiono non curate ed innaffiate, al netto che alcune sopravvivono autonomamente in tale contesto mediterraneo ma altre sono ormai semi morte.
Il punto quindi è: si prende ad esempio questo luogo perché è stato candidato, a ragione, ad essere un fiore all’occhiello del territorio ma deve essere curato nel migliore modo.
Sappiamo che la competenza territoriale è della società Fiumicino Waterfront ma non può essere un alibi: l’opera, meritoria e bella, è stata realizzata dall’amministrazione comunale e quindi deve impegnarsi per mantenerla in stato decoroso e non procedere a pulizie ed interventi approssimativi ed insufficienti, perché poi i cronisti di vecchia scuola vanno a fare le verifiche subito sul campo. Altrimenti, alziamo bandiera bianca e tanto vale chiudere la ciclabile.
Ciò anche per non dare ragione a chi dal 25 agosto 2025 ritiene sia stato inutile realizzare tale “passeggiata naturalistica”: un percorso di oltre 300 metri, che si snoda fra le dune, con panchine, cestini per i rifiuti, un affaccio a gradoni per osservare il paesaggio a mare e lo sfondo dell’area del vecchio Faro: invece, è diventato veramente un luogo frequentato, apprezzato, anche di notte, grazie alla sua illuminazione. All’entrata ed all’uscita spiccano le targhe con la scritta “Benvenuti sulla strada dove il mare accompagna ogni passo”. E questo slogan merita rispetto, in ogni senso.






