
Tra contrapposizioni ideologiche e interessi consolidati, la raccolta firme per il regolamento referendario riapre il confronto con i cittadini
“Fare politica è un’impresa complessa, spesso faticosa. Lo è ancora di più quando il terreno su cui ci si muove è instabile, scivoloso, segnato da interessi contrapposti e da posizioni irrigidite. È in questo contesto che, in questi giorni, la raccolta firme per un regolamento referendario nella città di Fiumicino ha già raggiunto centinaia di adesioni. Un risultato significativo, sul quale tornerò più approfonditamente in un altro intervento, ma che già oggi dice molto” lo dichiara Gianmarco Irienti, Segretario di Azione Fiumicino.
“Dice, soprattutto – aggiunge – che questa iniziativa non piace a tutti. Anzi, disturba. Disturba perché rompe equilibri consolidati e costringe ad affrontare una realtà spesso elusa: l’esistenza di una volontà popolare che chiede ascolto, partecipazione, trasparenza”.
“Il dibattito pubblico appare oggi diviso in due fronti contrapposti – sottolinea – Da una parte c’è chi sostiene con fermezza la realizzazione del Porto Privato, dall’altra chi vi si oppone senza esitazioni. Due schieramenti che si fronteggiano come eserciti, ciascuno convinto di detenere l’unica verità possibile. In mezzo, però, rimangono domande che faticano a trovare risposta. Sono domande semplici e legittime. Ho chiesto chiarimenti sulle fumarole e sul rischio che possano essere collegate a eventi sismici, con potenziali conseguenze anche gravi per la sicurezza delle persone. Ho chiesto informazioni precise sulle ricadute occupazionali: quanti posti di lavoro, con quali criteri di selezione, con quali garanzie. A oggi, a queste domande non ideologiche e non strumentali, non è arrivata alcuna risposta”.
“Nel frattempo, dall’altro lato – rimarca – si promuovono raccolte fondi per contrastare apertamente il progetto del Porto Privato, un progetto che finora ha ottenuto il via libera del Sindaco e dei Ministeri competenti, seppur — secondo quanto risulta — con alcune deroghe. Iniziative che difficilmente riusciranno a fermare un iter già avviato, soprattutto quando gli interessi in gioco sono rilevanti e le decisioni sembrano ormai instradate”.
“E allora la domanda diventa inevitabile – evidenzia Irienti – chi ha davvero interpellato i cittadini? Chi ha chiesto loro cosa vogliono, cosa temono, cosa sperano per il futuro della propria città? L’unico percorso concreto di ascolto, fatto di atti e non di proclami, è stato quello avviato attraverso la raccolta firme per il regolamento referendario. E le centinaia di adesioni raccolte parlano chiaro: le persone vogliono far sentire la propria voce, una voce che per troppo tempo è rimasta inascoltata“.
“Io continuo a porre domande. E in cambio, troppo spesso, ne ricevo altre, sempre le stesse: ‘sei con noi o contro di noi?’, ‘sei amico o nemico?’. La mia risposta resta invariata. Io credo nella democrazia, nella libertà di scelta e nel valore dell’ascolto. Non sono nemico di nessuno. Sono, e resto, una persona disponibile al confronto, perché solo dall’ascolto può nascere una decisione giusta. Come ricordava Jean-Paul Marat “Ce que choisit le peuple est juste” Conclude il Segretario di Azione Fiumicino






