
Impugnata la delibera del Comune di Fiumicino sulla riperimetrazione della Riserva del Litorale Romano. Annunciate possibili nuove azioni legali
Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa del Comitato FuoriPISTA
Un gruppo di coraggiosi proprietari dei casolari, che verrebbero letteralmente “spianati” in caso di costruzione della quarta pista, ha impugnato nei giorni scorsi la delibera del Consiglio comunale di Fiumicino del 13-1-26, che avvia il processo di riperimetrazione della Riserva Statale del Litorale Romano (RSNLR).
Secondo i ricorrenti, la delibera non avrebbe seguito l’iter corretto e consentito, determinando al contempo un immediato e tangibile danno patrimoniale ai legittimi, mai e per niente considerati, proprietari.
Viene fatto rilevare, inoltre, che un analogo progetto, nell’ambito del Masterplan 2030 di ENAC/ADR, era già stato bocciato dal TAR nel 2021 con la motivazione che la Riserva è intangibile. Una motivazione che, secondo i ricorrenti, non è stata tenuta in considerazione dall’attuale amministrazione comunale di Fiumicino, che con la delibera chiede di eliminare la Riserva o, più precisamente, di rimuovere i vincoli che insistono sui 150 ettari di terreni interessati dalla costruzione della quarta pista.
Il Comitato FuoriPISTA intende esprimere la sua più piena solidarietà, non solo morale, all’iniziativa di questi cittadini, anche attraverso un contributo alle spese giudiziali.
Il Comitato sottolinea inoltre che, qualora il procedimento di riperimetrazione dovesse proseguire il suo iter presso il Ministero dell’Ambiente, valuterà tempi e modalità per contrastarlo, ricorrendo anche ad azioni legali nel caso in cui venissero emanati atti giuridici finalizzati a decretare la riperimetrazione.
Questa azione di sostegno si inserisce nella più ampia mobilitazione che il Comitato ha avviato contro quello che definisce un ulteriore tentativo di compromissione della RSNLR. In tale contesto si inseriscono anche le recenti iniziative pubbliche svolte a Maccarese (8 novembre 2025) e ad Aranova (7 febbraio 2026), che hanno visto la partecipazione di oltre 200 cittadini, durante le quali sono stati illustrati i possibili impatti del progetto e raccolte le preoccupazioni della comunità.






