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Piano Casa, l’Unione Inquilini Fiumicino attacca: “Annunci irrealistici, nessuna risposta all’emergenza”

Dal litorale romano la denuncia sul decreto del Governo: “Affitti in aumento, sfratti in crescita e zero interventi immediati. Così si rischia solo la speculazione”

 

Non convince il cosiddetto “Piano Casa” del Governo e da Fiumicino arriva una bocciatura netta. L’Unione Inquilini locale esprime forte preoccupazione per un provvedimento che, secondo il sindacato, non sarebbe in grado di affrontare concretamente l’emergenza abitativa nei territori. Tra risorse diluite nel tempo, scarso coinvolgimento delle realtà locali e il rischio di un maggiore peso dei privati, il piano viene definito un insieme di annunci lontani dalla realtà quotidiana di chi vive il disagio abitativo, soprattutto in un’area complessa come quella del litorale romano.

 

“Altro che svolta sociale: siamo di fronte a un impianto fatto di annunci irrealistici e risorse spalmate fino al 2034, che non affronta l’emergenza abitativa nei territori, tantomeno in realtà complesse come quella di Fiumicino e del litorale romano” lo dichiara Unione Inquilini Fiumicino

 

“Nel nostro territorio – prosegue il comunicato stampa – il disagio abitativo è crescente: aumento dei canoni, precarietà lavorativa legata al turismo e ai servizi aeroportuali, sfratti in aumento e assenza di un’offerta pubblica adeguata. In questo contesto, l’annuncio del recupero di decine di migliaia di alloggi in tempi rapidissimi appare del tutto scollegato dalla realtà. Le risorse previste non sono immediatamente disponibili e non consentono interventi concreti nel breve periodo”.

 

“Grave è inoltre – viene sottolineato – la scelta di affidare un ruolo centrale ai soggetti privati e ai fondi immobiliari, rischiando di trasformare anche il nostro territorio in terreno di speculazione, con alloggi a canoni ‘parzialmente sostenibili’ che restano comunque inaccessibili per le fasce popolari. Preoccupa anche l’introduzione di un Commissario straordinario con poteri in deroga, che sostituisce il confronto democratico con una gestione verticistica. Una figura che rischia di intervenire senza alcun radicamento nei territori e senza il coinvolgimento delle comunità locali”.

 

“A Fiumicino, come nel resto del Paese, resta senza risposta la domanda fondamentale: perché procedere con un decreto senza aprire un confronto reale con le organizzazioni sindacali degli inquilini, i Comuni e le realtà sociali? Il Piano Casa ignora completamente strumenti fondamentali come il Fondo sostegno affitto e il Fondo per la morosità incolpevole, che anche nel nostro territorio rappresentano un argine essenziale contro sfratti e impoverimento”.

 

Chiediamo con forza un cambio di rotta: servono investimenti immediati e strutturali sull’edilizia residenziale pubblica, il recupero reale degli alloggi sfitti, il blocco degli sfratti per le famiglie in difficoltà e politiche abitative che mettano al centro il diritto alla casa, non il profitto” L’Unione Inquilini Fiumicino continuerà a mobilitarsi per dare voce alle tante famiglie che oggi non trovano risposte e per costruire, dal basso, una vera politica della casa.

 

 

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