
Da 15 anni cali di pressione e rubinetti a secco: chiesto un cronoprogramma certo sul serbatoio e misure urgenti per l’estate 2026
Con l’avvicinarsi della stagione estiva torna puntuale l’emergenza idrica ad Aranova, ma quest’anno il problema si è presentato con largo anticipo, già durante le festività pasquali. Una situazione che non può più essere considerata episodica, bensì una criticità strutturale che incide pesantemente sulla qualità della vita dei residenti. Per questo il Presidente del Consiglio Comunale di Fiumicino, Roberto Severini, ha deciso di scrivere nuovamente ai vertici di Acea, chiedendo risposte concrete e interventi immediati per porre fine a un disservizio che da oltre quindici anni penalizza migliaia di cittadini.
“In qualità di Presidente del Consiglio Comunale ho scritto personalmente ai vertici Acea per segnalare, ancora una volta, come da ormai quindici anni con l’approssimarsi della stagione estiva il territorio di Aranova subisca un calo drastico della pressione idrica che, in molti casi, si traduce in una totale assenza di erogazione” dichiara Roberto Severini, Presidente Consiglio Comunale Città di Fiumicino.
“Un disservizio, quest’anno verificatosi già a Pasqua che non rappresenta più un’emergenza sporadica – ribadisce – ma una criticità strutturale inaccettabile che pregiudica i diritti fondamentali dei cittadini e compromette le normali attività quotidiane di migliaia di residenti”.
“Nella lettera – spiega Severini – seguita da un’altra missiva firmata dal Dirigente dell’area Strategia del Territorio e Progettazione – Project Financing che ringrazio, ho chiesto un aggiornamento dettagliato e definitivo sullo stato di avanzamento dei lavori del famoso serbatoio che attendiamo ormai da moltissimi anni. Il cronoprogramma certo per la messa in funzione dell’opera. L’adozione immediata di misure palliative (potenziamento flussi, autobotti o stazioni di pompaggio provvisorie) per evitare che l’imminente stagione estiva 2026 si trasformi nell’ennesimo periodo di emergenza per Aranova”.
“Sono 15 anni che la località rimane in attesa di un intervento definitivo. È arrivata l’ora di dare risposte certe a 10mila persone” conclude Roberto Severini






