
I consiglieri di minoranza precisano le ragioni dell’abbandono durante il Consiglio comunale: “Impossibile proseguire il confronto davanti a offese personali e attacchi scomposti”
Dopo quanto avvenuto nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale, i consiglieri di opposizione intervengono per chiarire con precisione le ragioni che li hanno portati ad abbandonare l’aula. Una scelta che, spiegano, non è stata dettata soltanto da valutazioni politiche e tecniche sull’atto discusso, ma anche dal clima che si sarebbe venuto a creare durante il confronto istituzionale.
“Abbiamo lasciato l’aula perché non c’erano più le condizioni minime per proseguire un dibattito civile e rispettoso”, dichiarano i consiglieri di minoranza. “Assistere a una serie di offese personali e attacchi scomposti, provenienti da un membro della Giunta, senza che vi fosse alcuna presa di distanza o stigmatizzazione, rende impossibile ogni forma di confronto democratico”.
L’opposizione sottolinea come, a proprio giudizio, il venir meno del rispetto reciproco rappresenti un fatto grave, incompatibile con il ruolo e la funzione del Consiglio comunale.
“Quando il confronto politico viene sostituito dall’insulto – aggiungono – si rompe quel clima di rispetto istituzionale che è alla base della nostra democrazia. Non siamo disposti a fare da spettatori, né tantomeno da complici, di una deriva che offende la dignità dell’aula consiliare e dei cittadini che rappresentiamo”.
I consiglieri ribadiscono quindi che l’abbandono dell’aula è stato un gesto di protesta politica, ma anche un atto di tutela della dignità istituzionale del Consiglio comunale, nella convinzione che il dissenso debba sempre esprimersi nel rispetto delle persone e delle istituzioni.






