
L’assessore Stefano Costa e il consigliere Ezio Di Genesio Pagliuca invitano a riportare il confronto entro i confini del rispetto, senza rinunciare alla libertà di critica e al dialogo con i cittadini
di Fernanda De Nitto
I social network stanno divenendo sempre più una piazza pubblica dove, spesse volte, viene meno il principio fondamentale del rispetto e della coscienza a discapito di qualsiasi argomento sia proposto, dalla notizia di cronaca alla politica. Questo modus operandi purtroppo ultimamente sta dilagando anche a Fiumicino, dove non si risparmiano critiche pesanti, accuse e spesso ingiurie, molte volte relative a pensieri ed opinioni dal carattere personale, che riguardano amministratori e cittadini.
Pochi giorni fa abbiamo pubblicato su Fiumicino Online, una lettera di un residente di Fiumicino che si dichiarava esausto nell’assistere a continui battibecchi ed offese tra gli esponenti della politica locale.
Alla luce di tali accadimenti nasce l’impegno comune da parte delle istituzioni del territorio di incentivare l’utilizzo di un linguaggio consono alla dialettica politica, sia a livello personale che di squadra.
“La politica insieme può dare un messaggio di distensione e di rispetto in quanto come rappresentanze istituzionali dovremmo evitare di dare adito a dichiarazioni provenienti dai social da parte di profili fake o di utenti anonimi – è quanto afferma l’Assessore Stefano Costa, che ha lanciato un appello dal suo profilo Facebook al consigliere Ezio Di Genesio Pagliuca – Allentando il clima di tensione, facendo modo di non amplificare messaggi che derivano da utenti non riconducili a identità reali, soprattutto se i contenuti di tali opinioni puntano a offendere e ledere senza ragione di essere qualsivoglia iniziativa o pensiero altrui, possiamo insieme contrastare il clima di odio che si sta verificando. I social se utilizzati correttamente sono un valido ed essenziale veicolo di comunicazione e di informazione per tutti, cittadini e amministratori”.
“La maleducazione e l’offesa non possono essere accettati a prescindere – afferma il consigliere comunale Ezio Di Genesio Pagliuca – Concordo sul fatto che i social non debbano trasformarsi in piazze di sfogo indiscriminato, ma occorre fare delle distinzioni precise: i profili alias o anonimi non sono necessariamente ‘fake’, e chiunque deve essere libero di esprimersi, a prescindere dalla propria identità pubblica, purchè lo faccia senza insultare e proponendo critiche concrete. Se si garantisce questo perimetro di civiltà, si dovrebbe anche evitare il ricorso sistematico a querele e denunce di fronte al dissenso”.
“Al tempo stesso – aggiunge – la politica deve dimostrare reale apertura: pretendere un dibattito sereno. Diventa ridicolo se poi sui propri profili si limitano le possibilità di commentare e criticare selezionando solo chi la pensa allo stesso modo. Questo tipo di censura non fa che fomentare la frustrazione. Se parliamo di contrastare il livore, l’impegno deve essere reciproco: accettare le critiche, non blindare i propri spazi e permettere ai cittadini di interfacciarsi con le istituzioni in totale libertà.”
Posizioni diverse, dunque, ma accomunate dalla volontà di riportare il dibattito politico e cittadino su un terreno di maggiore rispetto. Una responsabilità che riguarda amministratori, rappresentanti istituzionali e utenti: perché la libertà di espressione resta un valore fondamentale, ma non può trasformarsi in un pretesto per alimentare offese, intimidazioni o contrapposizioni personali. Solo attraverso un confronto aperto, civile e fondato sui contenuti i social potranno tornare a essere uno strumento utile di partecipazione e informazione per l’intera comunità.






