
“Studenti costretti a studiare fuori Comune, costi degli abbonamenti e autobus troppo pieni. La politica si occupi dei diritti fondamentali dei nostri figli”
Mentre a livello nazionale si discute delle nuove misure sulla scuola annunciate dal Governo, tra cui il divieto di burqa e niqab negli istituti, Demos Fiumicino sposta l’attenzione sulle difficoltà che, secondo il movimento, studenti e famiglie del territorio sono costretti ad affrontare quotidianamente.
“L’annuncio di nuove strette e divieti sul burqa a scuola è l’ennesimo spot mediatico basato su numeri inesistenti e rende evidente l’enorme scollamento tra i ‘temi da prima pagina’ dei politici che ci governano e i problemi reali che le famiglie affrontano ogni mattina”, afferma Demos Fiumicino.
Per il movimento, il dibattito nazionale rischierebbe quindi di mettere in secondo piano questioni considerate molto più urgenti a livello locale, a partire dalla disponibilità di scuole superiori sul territorio comunale.
“Creare allarmismi su una materia già ampiamente regolamentata – prosegue Demos – serve solo a coprire l’immobilismo politico e a distogliere l’attenzione dai veri drammi che sta vivendo il nostro Paese”.
Il riferimento è soprattutto alla situazione degli studenti di Fiumicino che, non trovando un’offerta scolastica superiore adeguata nel proprio Comune, devono ogni giorno raggiungere istituti situati in altri territori.
Secondo Demos si tratta di “un vero e proprio pellegrinaggio quotidiano” che coinvolgerebbe centinaia di ragazzi e avrebbe conseguenze anche sui bilanci familiari. Il movimento denuncia infatti il peso economico degli abbonamenti necessari agli spostamenti, sostenendo che alcune famiglie siano costrette a sostenere costi aggiuntivi senza poter beneficiare delle agevolazioni disponibili nella vicina Roma.
Al centro della critica c’è anche il trasporto pubblico locale. Demos segnala problemi per le persone con disabilità e difficoltà negli spostamenti degli studenti, con autobus che in alcuni casi arriverebbero alle fermate già pieni e con coincidenze che, secondo il movimento, non sarebbero adeguatamente coordinate con gli orari scolastici.
“Chi ci governa a ogni livello, dal Governo centrale agli enti locali, deve agire sui reali problemi che stanno vivendo le famiglie e non inseguire polemiche ideologiche e inesistenti emergenze scolastiche”, sottolinea Demos Fiumicino.
Da qui la richiesta di riportare al centro dell’agenda politica locale il diritto allo studio e la mobilità degli studenti.
“Bisogna iniziare a occuparsi dei diritti fondamentali dei nostri figli – conclude Demos – un posto a scuola nel proprio Comune e mezzi pubblici che funzionino”.






