
Partito Democratico, Sinistra Italiana e Reti Civiche e Lista Civica Ezio hanno sottoscritto l’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale
I gruppi consiliari di Partito Democratico, Sinistra Italiana e Reti Civiche e Lista Civica Ezio hanno sottoscritto l’ordine del giorno sul demanio marittimo abitativo approvato dal Consiglio comunale, ribadendo la necessità di mettere al primo posto il diritto alla casa delle centinaia di famiglie coinvolte.
“Abbiamo scelto di firmare il documento perché il diritto alla casa viene prima di ogni appartenenza politica”, dichiarano i consiglieri, ricordando che la sottoscrizione è arrivata dopo l’approvazione di due emendamenti presentati dai gruppi di opposizione.
Le modifiche introducono la priorità per i residenti e chiedono il riavvio della procedura di sdemanializzazione delle aree che, secondo i firmatari, avrebbero ormai perso le caratteristiche proprie del demanio marittimo.
Pur condividendo l’obiettivo dell’ordine del giorno, i gruppi ritengono però necessario ricostruire il percorso politico e amministrativo degli ultimi anni.
“Nel 2020 il Comune ricevette dalla Regione – lo ricordano – la gestione del demanio marittimo abitativo. Gli uffici ereditarono centinaia di pratiche da ricostruire e verificare, all’interno di una situazione complessa che la precedente Amministrazione aveva evidenziato fin dal primo giorno”.
Secondo il Partito Democratico, Sinistra Italiana e Reti Civiche e Lista Civica Ezio, diversi esponenti dell’attuale maggioranza avrebbero invece prospettato ai cittadini la possibilità di risolvere il problema attraverso un semplice rinnovo delle concessioni, accusando la precedente Amministrazione di non voler intervenire.
“Oggi, dopo tre anni di governo, gli stessi amministratori chiedono al Governo e al Parlamento l’approvazione di una legge nazionale, riconoscendo che il Comune non può risolvere da solo la questione. È esattamente ciò che avevamo sempre sostenuto” affermano i gruppi consiliari.
Nel comunicato viene richiamata anche la delibera approvata nel 2023 dalla precedente Amministrazione, al termine di un lavoro durato tre anni e successivamente revocata dall’attuale maggioranza.
Per le opposizioni, quel provvedimento rappresentava “una risposta amministrativa concreta alle famiglie”, mentre la richiesta di un intervento legislativo nazionale confermerebbe oggi la complessità della materia.
Le critiche più dure riguardano tuttavia gli atti adottati nei confronti degli abitanti degli immobili interessati.
“L’unico vero atto amministrativo compiuto dall’attuale Amministrazione è stato l’invio di centinaia di richieste di indennità per occupazione senza titolo e l’avvio dei procedimenti per il rilascio degli immobili”, dichiarano i gruppi.
Una scelta che, secondo i firmatari, avrebbe esposto famiglie residenti da decenni in quelle abitazioni al rischio di dover sostenere somme molto più elevate rispetto ai normali canoni concessori.
Le opposizioni ricordano di aver proposto la sostituzione delle indennità con i canoni concessori per i cittadini in possesso dei requisiti previsti. Una proposta che, precisano, è stata respinta dalla maggioranza.
“Abbiamo firmato questo ordine del giorno perché le famiglie vengono prima della propaganda”, sottolineano Partito Democratico, Sinistra Italiana e Reti Civiche e Lista Civica Ezio.
L’auspicio è che il documento approvato dal Consiglio comunale non rimanga un atto esclusivamente simbolico.
“Chi aveva costruito consenso promettendo soluzioni semplici a un problema complesso oggi è stato costretto ad ammettere che quelle soluzioni non esistevano. Nel frattempo, però, centinaia di famiglie hanno pagato il prezzo di quelle promesse, vivendo anni di incertezza e ricevendo richieste economiche che avrebbero potuto essere evitate», concludono i gruppi consiliari dell’Opposizione






