
Nel mirino la gestione dei lavori e la documentazione arrivata solo durante la seduta: “Così si ostacolano il confronto e il corretto funzionamento delle commissioni”
“Registriamo con forte preoccupazione istituzionale l’atteggiamento del Presidente del Consiglio comunale Roberto Severini, che continua a interpretare il proprio ruolo non come funzione di garanzia, ma come spazio di protagonismo politico personale. Un comportamento che, ormai, rende quasi impossibile lavorare nelle commissioni, a causa delle continue ingerenze verso i presidenti e dei tentativi di condizionarne l’operato” lo dichiarano Paola Meloni, Presidente della Commissione Funzionamento generale e Trasparenza, Barbara Bonanni ed Ezio Di Genesio Pagliuca, Commissari di opposizione.
“È lo stesso Severini – proseguono – a confermare pubblicamente che la PEC contenente la relazione del Sindaco è stata comunicata ai commissari solo durante la seduta, senza alcuna possibilità di esaminarla preventivamente e senza che fosse inserita negli atti della Commissione Trasparenza. Non si trattava di una relazione tecnica, né di un documento amministrativo: era una semplice missiva politica, priva di allegati, priva di atti, priva di contenuti verificabili. Esattamente ciò che non dovrebbe accadere in una commissione che ha il compito di analizzare atti amministrativi”.
“Il dirigente presente ha inoltre dichiarato – aggiungono – di non essere autore della relazione e di averla letta solo superficialmente poco prima della seduta. Di fronte a questo quadro, chiedere di poter leggere e approfondire il documento prima di discuterlo non significa sottrarsi al confronto: significa esercitare responsabilmente il proprio ruolo”.
“Non è un episodio isolato – rimarcano – negli anni il Presidente Severini ha più volte esercitato un protagonismo politico incompatibile con il ruolo di garanzia che dovrebbe ricoprire, arrivando anche a dichiarare irricevibili Ordini del Giorno e Mozioni dell’opposizione, un comportamento che mina la democraticità dell’aula e conferma un modello di conduzione volto a condizionare, più che a regolare, i lavori consiliari. Un atteggiamento che, oltre a ostacolare il corretto funzionamento delle commissioni, esaspera gli animi e il clima istituzionale, alimentando tensioni inutili e dannose. Invece di favorire un confronto sereno e costruttivo, utile alla città, si continua a generare conflitto, confusione e disordine procedurale”.
“Ricordiamo inoltre che alterare le ricostruzioni nelle dichiarazioni pubbliche non contribuisce alla chiarezza. Le cronache della nostra amministrazione mostrano chiaramente che il Presidente del Consiglio non intende limitarsi a regolare i lavori dell’aula che – ribadiscono – dovrebbe essere luogo democratico, ma tenta sistematicamente di condizionarli, arrivando ieri a non consentire ai consiglieri di maggioranza, che volevano proseguire i lavori della commissione, di rimanere in aula per affrontare gli altri punti all’ordine del giorno”.
“Il risultato è stato paradossale: nessuna commissione si è potuta chiudere, e la Commissione Trasparenza si è trovata davanti non una relazione tecnica, non un atto amministrativo, ma l’ennesima farsa politica. La trasparenza non è avere una lettera politica sul tavolo all’ultimo momento. La trasparenza è poter leggere, verificare e discutere gli atti dell’Amministrazione. Riteniamo grave e preoccupante che l’Amministrazione anteponga una ricostruzione politica a un atto dirigenziale, e ci riserviamo di segnalare questa anomalia nelle sedi competenti” concludono Paola Meloni, Presidente della Commissione Funzionamento generale e Trasparenza, Barbara Bonanni ed Ezio Di Genesio Pagliuca, Commissari di opposizione






