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Demanio abitativo, Provinciali: “La legge è applicabile, ora il Comune superi gli ostacoli burocratici”

Le associazioni replicano al consigliere Catini: “Il Tavolo tecnico ha prodotto risultati importanti, ma gli Uffici comunali non entrano nel merito delle nostre argomentazioni”

 

“Non è nostra intenzione trasformare il Tavolo Tecnico con il Comune di Fiumicino in un dibattito sugli organi di informazione, ma la risposta del Consigliere Catini al nostro comunicato induce ad una pur breve replica” è quanto dichiara Massimo Provinciali, Portavoce delle Associazioni dei concessionari del demanio marittimo abitativo.

 

“Intanto – aggiunge – il Tavolo tecnico ha prodotto un ottimo risultato consentendo al Comune di passare dalla Delibera n.172/2024, per la quale le occupazioni erano tutte senza titolo, alla delibera n.173/2025 che ne dilaziona la scadenza al 2033 per oltre 150 fattispecie“.

 

“Il tema è, in estrema sintesi, che – evidenzia – secondo noi, applicando correttamente una legge del 2001, questa categoria potrebbe essere ampliata ma, pur a fronte di una chiara volontà politica di regolarizzare quante più situazioni possibili, gli Uffici comunali si oppongono a questa soluzione”.

 

Ha ragione il Consigliere Catini – rimarca Provinciali – tutta la documentazione necessaria è stata prodotta. Peccato che l’Ufficio Demanio non abbia mai confutato nel merito i nostri specifici argomenti, limitandosi a trincerarsi apoditticamente dietro la posizione di altri soggetti. Quanto al parere del Ministero infrastrutture e trasporti, secondo noi, Catini commette un errore di prospettiva dicendo che ‘…non fornisce indicazioni operative chiare…’, in quanto non poteva né doveva farlo, per due ordini di motivi”.

 

 

“In primo luogo – prosegue – il MIT non ha fatto che confermare quanto già attestato dall’Agenzia del Demanio, Direzione Nazionale, e dalla Regione Lazio che hanno più volte chiarito che l’esercizio concreto delle funzioni amministrative è di esclusiva competenza dei Comuni. In secondo luogo, il Comune di Fiumicino non aveva chiesto indicazioni operative, ma, semplicemente e correttamente, se la legge invocata dalle associazioni sia applicabile o no e il MIT, sia pure con un linguaggio burocratese, ha inequivocabilmente risposto di sì, demandando all’Amministrazione comunale l’analisi dei casi concreti. Per essere chiari: la legge si applica, ma se Tizio ha commesso un abuso edilizio l’occupazione non è sanabile e questo lo può verificare solo il Comune”.

 

“Convinti come siamo che la volontà politica sia quella di risolvere positivamente questo annoso tema, sicuramente ereditato e non provocato da questa Amministrazione, auspichiamo che la Politica riesca a togliere il freno a mano ad un Ufficio che finora ha interpretato la burocrazia nel senso meno nobile del termine” conclude Massimo Provinciali, portavoce delle Associazioni del territorio

 

 

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