
Di Genesio Pagliuca e Meloni replicano al delegato al Demanio: “Nessuna nuova assegnazione, si trattava di proroghe. Il Comune chiarisca e completi davvero il percorso”
Si accende lo scontro politico sul tema delle concessioni balneari a Fiumicino, con l’opposizione che replica duramente alle recenti dichiarazioni del delegato al Demanio Marittimo, Massimiliano Catini. A intervenire sono Ezio Di Genesio Pagliuca, capogruppo del Partito Democratico, e la consigliera Paola Meloni, che contestano la ricostruzione fornita dall’amministrazione, accusandola di incoerenza e di aver cambiato posizione nel giro di pochi giorni.
“Fino a due giorni fa il delegato Catini sosteneva che il percorso sulle concessioni balneari fosse sbagliato. Oggi, invece, afferma che va completato. Un cambio di versione repentino che non può passare inosservato”, dichiarano i due esponenti dell’opposizione, parlando di una “capacità mistificatoria nel raccontare i fatti”.
Nel merito, Di Genesio Pagliuca e Meloni respingono uno dei punti centrali dell’intervento del delegato: “Non è stata assegnata alcuna nuova concessione. In applicazione della legge 145/2018, allora vigente, è stata semplicemente estesa fino al 2033 la validità delle concessioni già esistenti, e solo per quei soggetti pienamente in regola sotto il profilo edilizio, demaniale, paesaggistico ed erariale”.
Da qui l’accusa diretta: “Continuare a parlare di ‘27 concessioni assegnate’ è sbagliato e fuorviante”.
L’opposizione rivendica inoltre il lavoro svolto nella precedente consiliatura, sottolineando come una parte significativa delle pratiche fosse già in fase avanzata: “Per circa quaranta ulteriori concessioni, anch’esse risultate regolari, il procedimento era arrivato fino alla pubblicazione dell’avviso pubblico per l’individuazione di eventuali soggetti interessati. Un iter avanzato e trasparente, che non è stato possibile concludere nei tempi”.
Secondo Di Genesio Pagliuca e Meloni, il fatto che oggi l’amministrazione parli di completare il percorso rappresenta, di fatto, un riconoscimento implicito del lavoro svolto in passato: “Se oggi si dice di voler completare l’iter, si ammette la bontà di quanto fatto. Lo si dica chiaramente, invece di tentare di riscrivere la realtà”.
Non manca poi un attacco politico più duro nei confronti del delegato: “Dopo questa figuraccia è inutile arrampicarsi sugli specchi. Sarebbe più dignitoso dimettersi: se non lo facesse, è già stato dimissionato dai fatti”.
Al di là delle polemiche, l’opposizione chiude con un appello all’azione: “Adesso servono i fatti. Ci auguriamo che si proceda rapidamente e senza creare ulteriori elementi di incertezza. È fondamentale evitare nuovi contenziosi o ricorsi che rischierebbero di bloccare tutto, con gravi ripercussioni su imprese e lavoratori”.
Il confronto resta quindi aperto, mentre sullo sfondo rimane una partita cruciale per il futuro del litorale, del turismo e dell’economia locale.






