Caricamento...

Willy il cane di Focene

La storia di un detenuto senza voce


Willy, segugio anziano, di proprietà, a metà giugno 2015 viene prelevato a casa dalla Pet in Time, il cui costo, di circa 250 euro, viene pagato dalla Asl rmd, spesa che la asl si accolla solo in occasione della raccolta di cani bisognosi, vaganti abbandonati, o feriti. Che cosa strana!  Questo è potuto avvenire a seguito di una dichiarazione presentata dai familiari della proprietaria di Willy, presso l’Ufficio Diritti Animali -UDA- di Fiumicino. Con questa dichiarazione dunque Willy viene prelevato a casa, con il codice C.P.D., viene trasferito a Valle Grande, canile privato convenzionato con il Comune di Fiumicino, al quale Fiumicino si appoggia. Il codice significa: Consegna Per Disfarsene.
Ma che colpa ha Willy? Quella di uscire solo, visto che il cancello gli viene aperto, oppure è condotto senza guinzaglio. E si comporta da cane, andando quasi sempre per la sua strada ma anche selezionando gli incontri: antipatie mirate e socievolezza mirata.
Perciò Willy, entra di corsa, sospinto, a Valle Grande.
A detta di alcune persone, è un cane “aggressivo e pericoloso” e qui c’è un “ma”: non può essere definito un cane “aggressivo e pericoloso”, perché tali cani DEVONO stare, per un periodo minimo fisso e un massimo variabile a seconda dei casi, nel canile di Roma, Muratella, sotto osservazione, e ricevere in finale una diagnosi e consigli per l’adottabilità. Questa è la regola, e con i cani aggressivi non si scherza. E’ la procedura normale. Però per Willy nessun esperto ha appurato le caratteristiche della sua indole. Inoltre Willy non soggiorna nel canile della Muratella, come è prassi quando si tratta di cani consegnati con la Pet in Time e non padronali, lui va invece a Valle Grande.
A Valle Grande emergono altre stranezze, le chiamo ingiustizie, vistose, perché il cane subisce un trattamento anomalo, restando in stallo in un luogo dove è isolato e dove l’accudimento è minore, e il motivo, è solo una pratica burocratica non esauriente e cioè: Fiumicino, l’UDA, non invia alla segreteria del canile tutta la documentazione completa, manca un documento, importante: quello con la firma della proprietaria che acconsente a disfarsi del cane. Così, arrivati alla seconda settimana di luglio 2015, Willy non è di proprietà del canile, ma ancora a disposizione della proprietaria se vuole riprenderlo, questo rientra sotto il codice ADP: cioè a disposizione del proprietario. In questo modo Willy non può entrare nel canile, non può essere in cerca di adozione. Sta lì, posizionato all’altezza degli uffici. Una condanna. Perché manca la firma della proprietaria? Perché forse non è d’accordo? Quindi Willy le è stato sottratto. Un danno per la persona e per il cane (è noto che la proprietaria ha cercato di riprenderlo, richiedendolo agli impiegati della Muratella, quindi sbagliando canile, ed è anche noto al vicinato che la stessa non vive sola come nella dichiarazione presentata dai familiari all’UDA è affermato). Ma il punto è anche un altro e cioè: spingendo Willy in canile, seguendo strane strade non certo luminose, perché per chi vuole percorrere quelle chiare ci sono sempre degli intoppi enormi, Willy, che è un cane con padrone, da anni, che mantiene il chip registrato all’anagrafe canina col nome del proprietario, che è vaccinato, sterilizzato, e che ora è stato messo in un canile, come tutti i cani ha un costo e la sua retta giornaliera è pagata Comune, come se invece fosse un randagio. Che strano!!? Adesso le acque si sono smosse, per fortuna l’evidenza ha fatto incaponire alcune coscienze, poche e utili, e sicuramente apparirà magicamente la firma della proprietaria che sboccherà una situazione di ingiustizia, per un cane che non può capire come mai improvvisamente il suo mondo sia cambiato. Mi auguro che le date sui documenti, rispettino quanto è realmente accaduto nella realtà.
A breve la comunicazione dell’adottabilità di Willy, scommetto, in quanto i funzionari dell’UDA, il responsabile dell’UDA, alcuni dirigenti del Comune, il dirigente ASL rmd, e impiegati, volontari e associazioni, medici asl, operatori della Pet in Time, conoscono la vicenda.
Ai meschini tentativi da parte di alcuni che credono che le persone che si occupano anche di animali sappiano parlare solo di crocchette, e che hanno provato a tagliare la voglia di far chiarezza, divulgando termini invincibili come questi: “per Willy c’è stato un sequestro”, (forse per intimorire?) faccio sapere che la trafila per un sequestro è lunga e cammina su strade diverse da quelle di questo caso.
Per concludere: se qualcuno ha voglia di togliersi dai piedi un cane, può rivolgersi all’UDA, l’ufficio per i Diritti degli Animali: nessuno controllerà la veridicità della situazione, umana, animale, economica.
Nelle mie conversazioni con diversi i funzionari ho suggerito di raffinare il loro lavoro, lavoro importante, che credo importante e stimo chi lo esegue con correttezza, ma da più parti ho ricevuto sorrisi di simpatia, ricambiati, con la meraviglia nei commenti: “Ma tu vuoi un mondo da favola! Impossibile! Qui si termina l’orario e si va via!”  
Willy, buono o cattivo, non è questo il punto, lì in gabbia è il simbolo di un detenuto senza voce, e in questo caso senza colpe, che invece hanno i familiari e vista la non indigenza economica, bastava un educatore, un accompagnatore, sono cose che si fanno con i propri cani quando serve, o solo usare i propri recinti ed organizzarli, contattare le associazioni per l’adozione o….. pagargli una normale e buona pensione in campagna…. tutte cose che ho suggerito poco tempo prima di vederlo in gabbia a Valle Grande, quando cioè sono stata cercata in privato per aiutare a trovare una soluzione al “problema Willy”.
 
Lettera inviata da: Daniela Albanesi
 
Invia la tua lettera a: info@fiumicino-online.it
 
 
 

Darsenamed
Conad Fiumicino
Parco da Vinci
Salute & Benessere
Parco da Vinci
Parco da Vinci