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“Un piatto caldo a chi è in difficoltà” e il ristorante apre le porte tre ore prima

Alla vista dell’ennesima scena di persone intente a rovistare nei cassonetti, Emanuele Innocenti ha detto basta


“Non voglio più vedere immagini simili, con persone intente a rovistare nei cassonetti per trovare qualcosa da mangiare. Ho deciso di dare pasti in regalo nel mio ristorante dalle 8 alle 9 del mattino” sono queste le parole di Emanuele Innocenti, proprietario di un ristorante di Pistoia, “Il ghiottone”.
Pistoia è lontana dalla nostra città, ma anche se lontano sarebbe un esempio che si potrebbe seguire anche qui da noi, per questo vogliamo lanciare il messaggio. Un messaggio da leggere con gli occhi ma da seguire con il cuore. Buona lettura.
 
Da Pistoia … Di quelle scene, racconta Emanuele, il proprietario del ristorante “Il ghiottone”, ne aveva viste già tante. Troppe. E proprio per questo l’ultima, l’ennesima, quella di anziani costretti a frugare nei cassonetti per riportare qualcosa in tavola alla sera, è bastata perché organizzasse qualcosa per sentirsi meno impotente e gridare insieme anche la sua rabbia. E così Innocenti ha deciso che le porte del Ghiottone dalle 8 alle 9 resteranno aperte tutte le mattine per tutte le persone in difficoltà, perché da qui possano cominciare a riprendersi ognuno la propria dignità.
 
“Non è giusto che quelle persone che fino ad oggi sono state la colonna portante del nostro Paese – spiega Innocenti – siano costretti a questo scempio. È importante iniziare a capire che l’unico modo per farcela è stare uniti. Vorrei davvero che altri ristoratori riflettessero su questa cosa e pensassero alla possibilità anche loro di farla”.
 
“Non è uno scherzo né una trovata pubblicitaria – ha ribadito più volte Innocenti – non c’è vergogna, non c’è orgoglio. Io lo capisco, perché questa è una situazione che potrebbero vivere un domani anche i miei genitori, gente che ha lavorato una vita con sacrificio. È qualcosa che mi viene da dentro e che voglio fare, riservandomi la semplice facoltà del dono. E se non mi trovate chiamatemi, oppure se la porta è chiusa bussate”.
 
 
 
 

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