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Trasporto pubblico locale in tilt a Fiumicino: ieri in servizio solo 6 linee delle 15 programmate

Ritardi negli stipendi, carenza di personale e bus guasti alimentano i disservizi. Sindacati sul piede di guerra, utenti esasperati e timori per una nuova giornata di caos

 

 

di Umberto Serenelli

 

 

È nel caos il trasporto pubblico del comune di Fiumicino. In base al monitoraggio dei sindacati effettuato ieri attive solo 6 delle 15 linee urbane che hanno ovviamente provocato una marea di disservizi e scatenato la rabbia degli utenti rimasti per ore in attesa alle fermate.

 

Il ritardo sull’accredito dello stipendio, programmato il 20 di ogni mese, ha di nuovo fatto finire la società “Trotta Mobility” sul banco degli imputati mentre disagi per quanti prendono i mezzi sono riconducibili alla carenza di personale, alle tante vetture guaste e i molti certificati di malattia.

 

Pesa come un macigno, stando a quanto sostengono i sindacati, l’assenza di un’adeguata manutenzione del parco vetture che si guastano spesso a danno degli utenti, costretti alla sauna a causa dell’aria condizionata guasta.

 

È sceso in campo l’assessore ai Trasporti, Angelo Caroccia, per rivendicare i diritti dei conducenti e il ritardo sul pagamento dello stipendio. Il clima si è fatto incandescente e oggi si teme una replica dei disagi perché il personale alla guida non è sereno e quindi non intende mettersi alla guida di una vettura di 12 metri con 50 persone a bordo.

 

Ecco spiegato anche il motivo dell’aumento dei certificati di malattia. “Il ritardo degli stipendi è solo la punta dell’iceberg – precisa Mirko Boschetti della Filt-Cgil – perché si somma alle inadeguate manutenzioni dei bus. I conducenti non sono una categoria di benestanti e devono poter tenere fede agli impegni come pagare l’affitto dell’abitazione in cui vivono con la famiglia o rata dell’automobile”.

 

 

Al capolinea e in diverse fermate di Isola Sacra scene da panico con persone che non sono riuscite a recarsi al lavoro perché la linea non è transitata.

 

 

“Da Focene sono stato costretto a venire a piedi fino al capolinea di Fiumicino” dice Angelo Ferri. “Queste cose non devono più accadere – precisa Simone Marinelli dell’Ugl – perché mettono in cattiva luce la categoria. Confidiamo ora nell’intervento dell’amministrazione”.

 

 

La preoccupazione degli utenti è che il servizio del Tpl oggi possa peggiorare. “Gli autisti alla guida di un mezzo pubblico devono essere tranquilli, consapevoli di trasportare persone e soprattutto responsabili – precisa Saverio Schergna dell’Usb – Prendiamo atto della disponibilità dell’Assessore ai Trasporti e confidiamo in azione concreta a sostegno del personale di guida che da anni subisce questi ‘abusi’ e nonostante ciò continua, con senso di responsabilità, a lavorare subendo aggressioni verbali degli utenti durante la guida. Non è quindi giusto che subiscano le conseguenze dei disservizi provocati da un’azienda poco attenta a un trasporto adeguato alle esigenze di una Città in continua crescita demografica”.

 

 

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