
Negli interventi per l’Auditorium anche la costruzione dell’ascensore a Villa Guglielmi
di Umberto Serenelli
Sono ripresi i lavori per realizzare il “Polo culturale” del progetto collegato all’Auditorium del Mare di Fiumicino. I mezzi meccanici della ditta Codex hanno infatti demolito l’edificio utilizzato a suo tempo come casa del custode e i fatiscenti magazzini vicini all’ex centrale Enel.
Per questa prima tranche di lavori sono stati messi a disposizione circa 8 milioni dalla Città Metropolitana per eseguire interventi sull’edificio di Villa Guglielmi e lungo l’area esterna che circonda l’Auditorium, i cui lavori di sistemazione rientrano in altri lotti.
Per il settecentesco palazzetto di via della Scafa arriva l’ascensore con il quale abbattere le barriere architettoniche per accedere al primo piano, quindi alla biblioteca comunale “Guido Regeni” e ai locali al livello superiore. Sui due piani del principesco edificio, previsto il potenziamento tecnologico mediante impiantisca con un nuovo sistema di condizionamento e di illuminazione. Davanti alle stanze sotto il porticato, oggi inutilizzate, verrà creata una sala di lavoro comune.
Poco distante dal parco della villa insiste l’altra area oggetto di restyling con la costruzione di piazza Debussy che costituirà un punto di incontro e di svago per la cittadinanza. Al posto dell’abitazione del custode sorgerà invece una foresteria. Il nuovo look si concentra sul recupero della piazza, intestata al musicista francese, con una pavimentazione e alcune strutture commerciali di modesta entità che verranno successivamente realizzate con fondi del Comune. Questo spazio prevede la posa di panchine, giochi a tema musicali e attrezzature per il fitness circondate da essenze arboree. Nell’area dei fatiscenti magazzini, appena demoliti, in cantiere laboratori e aule didattiche per attività teatrali e musicali con spettacoli proposti al pubblico su un originale palco a forma circolare. Davanti un’arena per manifestazioni all’aperto e proiezioni di film sotto le stelle vicino al “giardino degli aranci”.






