
80 famiglie chiedono l’intervento dell’Amministrazione comunale
Correva l’anno 2005: il 27 aprile per la prima volta un Airbus 380 solcava il cielo; il Liverpool il 25 maggio vinceva ad Istanbul la finale di Champions League ai rigori effettuando una clamorosa rimonta ai danni del Milan che conduceva per 3-0; il 3 luglio in Spagna entrava in vigore la legge che consente il matrimonio a persone dello stesso sesso; ma soprattutto il 22 luglio iniziava l’odissea di circa 80 famiglie del nostro territorio. 8 anni fa, infatti, nel dì sopracitato, il comune di Fiumicino rilasciava una convenzione, alla ditta SO.GE.IM. srl, finalizzata all’urbanizzazione di un comprensorio, esteso su 6 lotti, all’Isola Sacra.
Da quel giorno inizia per 80 famiglie, un’odissea che ancora oggi non sembra voler finire. I lavori sembrano procedere bene; e nel 2010 inizia la vendita al pubblico delle case costruite. Nel 2011 vengono ultimati i lavori di costruzione di 5 dei 6 lotti progettati; il lotto numero 6 rimarrà tutt’oggi ancora incompiuto. Nello stesso anno tutti gli appartamenti disponibili hanno un padrone, e, nonostante l’urbanizzazione intorno ai lotti sia ancora incompleta, il comune concede l’abitabilità per tutte le famiglie del comprensorio.
Da quel giorno tutti i condomini iniziano a dover rispettare tutti gli oneri economici di chi possiede a tutti gli effetti una propria abitazione. Ma il problema è che queste famiglie non hanno una casa a tutti gli effetti. Infatti, sebbene siano state allacciate con successo tutte le abitazioni alla rete idrica, manca la prova d’esercizio in pressione dell’impianto in questione. Nonostante siano passati 2 anni dall’inizio dell’avventura di queste famiglie all’interno del comprensorio, questo collaudo tarda ad arrivare e, senza l’attestazione dell’agibilità dell’impianto, l’ACEA non può pompare acqua nelle case dei condomini.
Il risultato di questo inadempimento è facilmente intuibile: 80 famiglie senza acqua diretta e potabile, costrette a cucinarsi un piatto di pasta e lavare il proprio viso con l’acqua del cantiere contenuta in uno dei cinque serbatoi sparsi per il territorio del comprensorio (vedi foto).
Le condizioni igenico-sanitarie in cui vivono queste persone fanno molto riflettere; ed è proprio questo il problema più grande soprattutto per chi ha figli molto piccoli. Avendo a disposizione un bene primario come l’acqua in quantità limitate, perchè una volta esaurite le scorte nei serbatoi, occorre molto tempo affinché questi si possano ricaricare, e qualità scadente (acqua non potabile, e serbatoi esposti all’ambiente) la qualità della vita delle 80 famiglie ne ha sicuramente risentito.
Donato Santarsiero, portavoce di queste problematiche e condomino stesso, ci ha infatti raccontato di quanto questo problema possa incidere sulla loro vita quotidiana, soprattutto d’estate: ”Ogni periodo dell’anno è un inferno, ma l’estate diventa tutto ancora più difficile perché la richiesta d’acqua del comprensorio aumenta vistosamente e noi ne abbiamo a disposizione solo una quantità limitata”.
I condomini, rappresentati da Santarsiero, nel settembre 2012 hanno iniziato questa collettiva battaglia che in 8 mesi ha purtroppo portato scarsi risultati. La svolta sembrava esserci stata con l’ordinanza 101 del 11 marzo del 2013 quando il comune di Fiumicino ha ordinato alla SO.GE.IM. di provvedere entro 15 giorni a tutte le lavorazioni necessarie a rendere la rete idrica potabile ed al collaudo dell’impianto.
‘Ma il fatto che più ci lascia sconvolti – sostiene Santarsiero – è che trascorso il termine di 15 giorni imposto alla SO.GE.IM., il comune di Fiumicino, sempre nella stessa circolare, abbia stabilito che le lavorazioni sarebbero dovute essere svolte dall’Area Gestione del Territorio, quindi, di fatto, da un ente statale”. Oggi è 3 maggio 2013 e ancora la situazione non è cambiata. Sarà l’ennesima giornata con acqua non potabile.
Matteo Cassina






