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Liburna: verrà lanciato un appello sulla rete per trovare i fondi necessari a salvare e completare l’antica nave da guerra romana

Megna: “Il primo appello ha avuto già una eco Internazionale, con 55mila visualizzazioni”


di Dario Nottola
 
A breve sarà lanciato anche un crowfunding internazionale, tramite un appello con video sulla rete, per trovare i fondi necessari a salvare e completare, a Fiumicino, la “Liburna”.
 
Un sogno intrapreso 18 anni fa da una delle ultime famiglie di maestri d’ascia, quella del compianto Francesco Carmosini, ed ereditato poi dal figlio Oscar, per realizzare un modello in scala reale, uno ad uno, lungo 36 metri, di un’antica nave da guerra romana, per donarla alla città e farne anche un museo all’aperto didattico scientifico, interrotto però, al 60 per cento di costruzione (80 metri cubi di legno finora utilizzati), alcuni anni fa, per mancanza di risorse.
 
Oggi, senza anche un’adeguata copertura, l’opera in legno rischia di andare in malora ed è iniziata, accanto ad una mobilitazione cittadina, una corsa contro il tempo per reperire le risorse.
 
“La prima urgenza ora è che un sostenitore privato o un cantiere edile aiuti, con 3000 euro, a ricomprare i ponteggi, propedeutici alla ripresa dei lavori” afferma Raffaele Megna, portavoce del Comitato Sistema Archeoambientale integrato Fiumicino Ostia, che ha raccolto l’appello dei Carmosini con il sostegno della Fondazione Anna Catalano e di Assonautica, sollecitando, con prime iniziative, anche Istituzioni e privati.

“Quindi – prosegue – un piccolo stanziamento comunale per acquistare la prima parte di nuovo legname necessario. Confidiamo che la Regione possa stanziare 50 mila euro per la realizzazione della copertura necessaria. Il primo appello sulla rete ha avuto già una eco Internazionale, con 55mila visualizzazioni sulla rete”.
 
“L’obiettivo finale – conclude Megna – anche con il crowfunding e sponsor, la raccolta fondi, è arrivare a 300mila euro per completare l’opera e trasferire, è il sogno, la nave vicino il Museo delle Navi, riportandola nel suo scenario storico naturale, ovvero il bacino del porto imperiale di Claudio, a Fiumicino: diverrebbe anche un centro museale all’aperto didattico e scientifico, ma anche per far rinascere con laboratori l’arte dei maestri d’ascia”.
 
La proposta è sposata anche dal sindaco Esterino Montino: “Vicino al Museo delle Navi è la collocazione più giusta, in un luogo tra l’altro di transito giornaliero e visibile da migliaia dipersone da e per l’aeroporto”.
 
 
 

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