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La Regione stanzia 500mila euro per rimuovere le barche affondate lungo la Fossa Traianea di Fiumicino

L’obiettivo è quello di restituire sicurezza alla navigazione ed eliminare il rischio idraulico

 

di Umberto Serenelli

 

 

Iniziate da alcuni giorni le operazioni di recupero dei primi relitti colati a picco lungo la Fossa Traianea di Fiumicino. L’obiettivo è restituire sicurezza alla navigazione, eliminare il rischio idraulico e, al tempo stesso, contrastare l’inquinamento ambientale tra Capo due Rami e il ponte “2 giugno”.

 

 

Per questi motivi è scesa in campo la Regione mettendo a disposizione uno stanziato di 500mila euro per bonificare il tratto di fiume da 18 carcasse di imbarcazioni affondate.

 

“Questi interventi sono fondamentali per la messa in sicurezza del Tevere e per la sua navigabilità – dichiara l’assessore regionale alla Tutela del Territorio e Demanio, Fabrizio Ghera – La Regione ha avviato, in questi anni, una serie di interventi anche sulle aree golenali. Lo dimostrano le barriere raccogli plastica installate e le imbarcazioni Pelikan che nel centro di Roma raccolgono materiale galleggiante oltre a svolgere un prezioso lavoro di presidio e deterrenza per chi getta rifiuti nel fiume”.

 

 

La gara è stata vinto dalla società Nikante che ha affidato il sub-appalto alla ditta Dragsub, una delle più esperte a livello locale grazie alla professionalità di Leonardo Cicinelli, il cui pontone “Giove” si è messo al lavoro e subito “prelevati” due pericolosi relitti affondati al centro dell’alveo, davanti ai cantieri nautici “Jesus” e “Giua” in via della Scafa.

 

 

Nel rapporto inviato alla Regione dalla Capitaneria di Porto di Roma-Fiumicino, che risale al marzo 2022, lungo il tratto di canale navigabile insistono ancora di 19 relitti di varie dimensioni, considerati pericolosi dalle maestranze dei cantieri nautici.

 

 

All’inizio dell’anno sono stati rimossi 4 gusci semiaffondati, della lunghezza di circa 12 metri, proprio davanti al Castello di Porto con un finanziamento dall’amministrazione di Fiumicino. Oggi è difficile stabilire un numero preciso dei natanti adagiati lungo le sponde e non è dunque da escludere che possa spuntare qualche altro scafo.

 

 

L’azione della Regione darà senz’altro un duro colpo al numero di carcasse che minano la sicurezza della “fossa” il cui piano bonifica prevede anche l’allestimento e la sistemazione di un’area di circa mille metri quadrati su cui eseguire le operazioni di smaltimento dei rifiuti speciali. Torna il sorriso ai componenti del Consorzio Nautico Lazio che esprimono soddisfazione per l’intervento dell’assessorato regionale alla Tutela del Territorio e Demanio.

 

 

“Ringraziamo la Regione nella persona dell’assessore Fabrizio Ghera – precisa Giuseppe Rinaldi, amministratore delegato del CNL – innanzitutto per il tempestivo intervento sulla rimozione dei due natanti affondati al centro della Fossa, grazie al quale è stato possibile ripristinare la sicurezza della navigazione. Apprezzato, inoltre, l’impegno con cui si arriverà ora a una consistente bonifica del tratto di fiume. Riteniamo, però, indispensabile mettere in atto un monitoraggio del canale, in collaborazione con la Capitaneria di Porto, per arrivare a individuare altre imbarcazioni che costituiscono un rischio”.

 

 

In sintesi il Consorzio sollecita un elenco con l’esatta ubicazione dei natanti ancora galleggianti ma in evidente stato di abbandono i cui proprietari dovrebbero essere obbligati a toglierle prima che diventino un problema per la navigazione.

 

 

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