
“Il primo maggio di quest’anno non è un giorno di festa ma un giorno di rabbia”
di Alessandra Zauli
Quest’anno i sindacati, non avendo la possibilità di riunire i lavoratori nella storica piazza di S. Giovanni a Roma, hanno scelto di parlare da tre luoghi emblematici; lo stabilimento di Amazon a Passo Corese (Rieti) , le acciaierie di Terni e l’Ospedale dei Castelli a Fontana di Papa.
La manifestazione tenutasi a Passo Corese ha visto sul palco alternarsi interventi dei lavoratori di varie realtà tra le quali Alitalia, Amazon ed Ama ed alla fine del Segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri.
“Il primo maggio di quest’anno non è un giorno di festa ma un giorno di rabbia”.
Parole pienamente condivise dal Segretario Nazionale UIL TRASPORTI Ivan Viglietti il quale ci spiega che “Zero morti sul lavoro (obiettivo fondamentale a fronte delle 1000 morti avvenute lo scorso anno) è una battaglia di civiltà, ma va di pari passo con quella che, al momento, è la ‘madre di tutte le battaglie’, la difesa dei posti di lavoro, la sopravvivenza del lavoro, altrimenti i morti saranno non solo coloro che rimangono vittime di infortuni, ma anche tutti quelli che non riescono a far mangiare le proprie famiglie ed a sopravvivere“.
“Il trasporto aereo – aggiunge – ha subito un calo dell’85%, il che significa che, se i licenziamenti venissero sbloccati, si aprirebbe una voragine smisurata. 85 lavoratori su 100 verrebbero considerati inutili dalle aziende.
“Primum vivere, deinde philosophari – continua Ivan Viglietti – ed, al momento, la sopravvivenza e la tutela dei posti di lavoro, evitando in primis lo sblocco dei licenziamenti (ovviamente nel pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza sono il MUST”.
Alle sue parole fa eco il Segretario Regionale UIL TRASPORTI Mauro Carletti che ribadisce “E’ necessario un tavolo di confronto con il governo per varare piani di rilancio a sostegno di imprese ed a tutela dei lavoratori, per evitare il peggio. Lo pretendiamo e lo chiediamo a gran voce e non smetteremo di difendere il diritto al lavoro!”.
Quindi mai come in questo momento storico l’italia si cura con il lavoro. Il diritto al lavoro viene sancito con grande vigore dalla nostra Costituzione ma, citando le parole di Sandro Pertini: “La Costituzione è un buon documento; ma spetta ancora a noi fare in modo che certi articoli non rimangano lettera morta, inchiostro sulla carta”.






