
Chiedono il potenziamento della diga soffolta e l’immissione di 15/20mila metri cubi di sabbia
di Umberto Serenelli
Il progetto per frenare l’erosione marina nel tratto di litorale davanti al chiosco “Baraonda” di Focene non piace ai residenti nelle abitazioni allagate dalla furia dei marosi. Fatto realizzare dall’amministrazione di Fiumicino, con un finanziamento di 350mila euro della Regione, i cittadini ritengono inadeguato l’intervento sul tratto costiero.
L’attuale progetto non prevede alcun intervento sulla diga ritenuta dai cittadini carente perché non è più un ostacolo ai marosi che la scavalcano fino a superare la duna e allagare i giardini delle case. In particolari condizioni di meteo avverso, la furia delle onde, arriva spesso a allagare viale di Focene.
L’altro aspetto contestato dai residenti, che occupano le abitazioni a rischio, è legato al ripascimento morbido che appunto prevede la movimentazione interna di sabbia di 5mila metri cubi prelevati sul fondale all’interno dell’insenatura in quanto sulla spiaggia ne è rimasta poca e la macchia mediterranea soffre.
“Avevamo avuto garanzie dal Comune che alcuni dei punti da noi contestati a suo tempo sarebbero stati affrontati e risolti – commenta Antonio Lovaglio, a nome di alcuni infuriati cittadini – In settimana, invece, siamo andati in Comune e tra lo stupore generale abbiamo verificato che le varianti da noi richieste sono state completamente ignorate e che i lavori debbono essere fatti per rispondere all’urgenza della messa in sicurezza del tratto costiero in vista dell’inverno”.
Gli abitanti con gli immobili a rischio e lo stesso titolare del “Baraonda”, che è soggetto a crollo e non ha potuto aprire i battenti per la stagione balneare che sta per tramontare, tornano dunque a chiedere il potenziamento della diga soffolta e altre soluzioni, bocciando la proposta del Comune.
“Riteniamo che la soffolta debba essere allargata di alcuni metri come quelle già presenti sul litorale di Focene che hanno tenuto all’avanzata dell’erosione – conclude Lovaglio – Inoltre, riteniamo fondamentale un’apertura della soffolta all’inizio del lato sud (nella foto), a ridosso del pennello che parte dalla riva. Per quanto invece riguarda il ripascimento morbido siamo dell’avviso che occorrono almeno 15/20mila metri cubi di sabbia esterna all’attuale bacino, contestando così l’ipotesi dei 5mila prelevati nell’insenatura”.






