
Tronchi giganteschi, filo spinato e rifiuti di ogni tipo, cresce l’allarme per il danno ambientale lungo l’arenile a nord di Fiumicino
di Umberto Serenelli
Dopo più di un mese è stata rimossa la discarica a cielo aperto davanti allo slargo nella parte terminale di via della Pesca a Fiumicino. Nonostante ciò il litorale a nord di Fiumicino città continua ad essere invaso dalla sporcizia portata dalle piene del Tevere. Da tempo i residenti denunciavano la montagna di immondizia abbandonata sull’arenile.
Nella parte terminale di viale della Pesca si incontra tanta immondizia con oltre 10 metri cubi di detriti sistemati al termine del segmento d’asfalto vicino alle abitazioni. Nella zona degrada da più di una settimana è stato gettato di tutto ma quello che impressiona sono gli enormi tronchi difficili da rimuovere per la loro grossa mole. Ovviamente c’è chi approfitta per gettare nel mucchio sacchetti di umido su cui piombano come falchi i gabbiani.
Proseguendo lungo la battigia in direzione Focene, dove l’erosione marina ha raggiunto dimensioni preoccupanti, è possibile raggiungere il punto dove inizia la spiaggia dei naturisti e anche qui sono dolori a causa delle tonnellate di detriti.
Colpisce il pericoloso filo spinato annidato tra la sporcizia da cui spuntano bombole del gas e copertoni di auto. In tono con il degrado ambiente circostante anche il canale di bonifica che scorre parallelo a via del Pesce Luna. Nell’alveo è stato gettato di tutto tra cui mobili, elettrodomestici, materassi, sedili di automobili, recipienti di plastica con all’interno vernice.
Il danno ambientale è notevole e soprattutto viene meno la funzione primaria del fosso che dovrebbe servire alla raccolta e allo scolo dell’acqua ristagnante per la felicità delle zanzare.
Il degrado è evidente anche sopra alle scogliere gettate a protezione della costa su cui sono stati spinti dai marosi rifiuti e tronchi. Il fenomeno è evidente tra la foce di Fiumara grande e il faro.






