
Il Consorzio Nautico del Lazio apprezza gli interventi della Regione, ma chiede monitoraggi costanti e nuove misure di sicurezza nel canale navigabile
di Dario Nottola
Non cala l’SOS sicurezza alla foce del Tevere a causa delle imbarcazioni abbandonate e dei relitti nel canale navigabile di Fiumicino, ma entrano nel vivo i primi interventi in corso d’opera per le rimozioni.
A seguito delle recenti segnalazioni relative agli incidenti provocati dai relitti affondati e semiaffondati alla foce del Tevere, il Consorzio Nautico del Lazio, intervenuto sin dalle prime fasi per le attività di monitoraggio e per informare tempestivamente le autorità competenti e la Regione Lazio, esprime infatti “apprezzamento per la rapidità e l’efficacia dell’intervento messo in campo dalla stessa Regione: un buon inizio per consentire la navigazione sicura”.
“La Regione Lazio si è infatti attivata con immediatezza, incaricando l’impresa Cicinelli delle operazioni di rimozione dei relitti presenti nell’area. Dopo un primo tentativo di recupero del relitto situato di fronte al cantiere Alfamarine, si è reso necessario l’impiego di una draga di maggiori dimensioni, fatta giungere appositamente da Gaeta, che ha consentito la completa rimozione dell’imbarcazione – informa il Consorzio – Attualmente l’impresa è impegnata nell’organizzazione delle operazioni per la rimozione di un secondo relitto, in avanzato stato di disfacimento, posizionato in prossimità di Capo 2 Rami”.
L’intervento “tempestivo e concreto” rappresenta, per l’associazione che rappresenta i tanti cantieri nautici, “un segnale importante di attenzione” verso la sicurezza della navigazione, la tutela ambientale e la salvaguardia delle attività nautiche e produttive dell’area portuale e fluviale della foce del Tevere.
Da anni il Consorzio Nautico del Lazio denuncia una situazione “sempre più critica” lungo il canale navigabile nel tratto compreso tra il ponte 2 Giugno e Capo 2 Rami.
Al centro delle segnalazioni, le numerose imbarcazioni abbandonate o parzialmente affondate, spesso ancorate in modo precario a strutture fatiscenti, che rappresentano un serio pericolo per la navigazione.
Il rischio aumenta soprattutto durante le piene invernali: le barche semiaffondate, infatti, possono spostarsi dalle sponde verso il centro del canale, trasformandosi in ostacoli difficilmente individuabili. Un pericolo non solo teorico. “Ad inizio marzo, un’imbarcazione a motore in trasferimento dopo lavori di manutenzione ha urtato un relitto semisommerso all’altezza di un cantiere navale, riportando danni a un’elica. Pochi giorni dopo, il 17 marzo, un secondo incidente si è verificato poco più a valle, quando un’altra barca ha colpito un relitto completamente affondato”, ricorda il Consorzio.
Secondo il Consorzio, episodi simili sono destinati ad aumentare: molte delle imbarcazioni oggi ancora visibili lungo le sponde rischiano infatti di affondare completamente nel tempo, aggravando ulteriormente la situazione.
L’associazione riconosce l’impegno dell’amministrazione regionale, che ha già avviato la rimozione di alcune unità e prevede interventi su una decina di relitti nel breve periodo. Tuttavia, per il Consorzio, “le misure in corso non sono sufficienti”.
Tra le proposte avanzate, si chiede innanzitutto un monitoraggio sistematico del canale da parte della polizia idraulica, in collaborazione con la Capitaneria di porto, per individuare e mettere in sicurezza le imbarcazioni a rischio. In particolare, si suggerisce di assicurare a terra quelle semiaffondate per evitarne lo sprofondamento definitivo.






