
Nell’aula consiliare il convegno “Fiumicino 1 – Ustica – Fiumicino 2”: istituzioni, esperti e familiari delle vittime riaccendono i riflettori sul legame tra terrorismo, misteri giudiziari e ricerca della verità storica
di Fernanda De Nitto
Si è tenuto presso l’aula consiliare del comune di Fiumicino l’incontro pubblico, promosso dall’Amministrazione Comunale, “Fiumicino 1 – Ustica – Fiumicino 2”. L’evento si inserisce nel solco delle attività istituzionali dedicate alla memoria storica e all’approfondimento delle grandi ferite del terrorismo che hanno segnato il Paese, con particolare riferimento a Ustica e alle stragi avvenute presso l’aeroporto di Fiumicino.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti del Presidente del Consiglio Comunale, Roberto Severini, che ha letto un messaggio giunto alla platea da parte dell’On. Federico Mollicone, Presidente Commissione Cultura della Camera dei Deputati.
Il convegno è stato incentrato sull’importante nesso, riguardante gli autori delle atrocità, che c’è sempre stato tra la Strage di Ustica del 27 Giugno 1980 e gli attentati allo scalo internazionale di Fiumicino del 17 Dicembre 1973 e del 27 Dicembre 1985.
I relatori, tra cui l’ex ministro della Repubblica Carlo Giovanardi, l’On. Aurelio Misiti, Presidente del Collegio Peritale Internazionale, Giuliana Cavazza, Presidente dell’Associazione “Verità su Ustica”, il Sen. Maurizio Gasparri, insieme con giornalisti, saggisti, avvocati penalisti e storici, hanno relazionato alla platea dei misteri e delle indagini infinite che hanno riguardato, in particolare, l’esplosione del velivolo della compagnia aerea Itavia.
L’aereo, decollato dall’aeroporto di Bologna e diretto a Palermo, aveva a bordo ottantuno passeggeri, di cui sessantaquattro adulti, undici bambini e quattro uomini dell’equipaggio. Purtroppo il velivolo non arrivò mai a destinazione scomparendo dal contatto radio alle 20.58, tra le isole di Ponza e Ustica. Il giorno dopo del DC9-I-TIGI iniziarono a emergere dal mare le prime parti del relitto, per poi fare la terribile scoperta.
Come descritto dai relatori, in particolare dall’On Misiti, a seguito dell’incidente iniziarono a trapelare una serie di ipotesi relative alle concrete cause del disastro aereo, imputando l’accadimento, ad esempio, ad improbabili cedimenti strutturali, ad un’azione militare, ad un missile esploso, oppure che ha perforato il velivolo, al coinvolgimento di altre nazioni o alla collisione con un secondo mezzo. Tutte ipotesi che, a detta delle persone che hanno approfondito i fatti, analizzando concretamente la carcassa del velivolo, recuperato in mare e ricostruito al 96%, non sono attendibili. L’unica azione resta quella di una bomba collocata a bordo nella parte posteriore dell’aereo, unica pezzo del velivolo mai recuperato. Ad oggi tale verità è ancora oggetto di infinite azioni giudiziarie tra imputati dapprima incriminati, soprattutto legati ai vertici dell’Aeronautica, e poi prosciolti per un mistero di cui il segreto di Stato è stato eliminato solo nel 2014 dal governo Renzi. Il velivolo, in tutta la sua tragicità, oggi è visitabile presso il Museo per la memoria storica di Ustica a Bologna.
Il nesso sconvolgente, che è emerso durante i lavori in aula consiliare a Fiumicino, riguarda proprio i mandanti delle stragi, perchè l’attentato di Fiumicino del 1973, che provocò la morte di trentadue persone, fu di matrice palestinese, così come quello del 1985 perpetrato dal gruppo estremista capeggiato da Abu Nidal. Anche Ustica, tra i mille misteri che continueranno ad avvolgerla, fu imputata all’OLP, Organizzazione per la Palestina.
“Oggi siamo portati a riflettere su tre tragici eventi particolari, diversi per dinamica e contesto, legati, però dal filo comune della violenza bieca e cieca. Ricordare è un dovere morale e istituzionale, in quanto proprio il terrorismo mira a colpire la sicurezza collettiva, incrinando l’impatto sociale su cui si fonda la democrazia – ha affermato il Sindaco Mario Baccini, durante l’incontro pubblico – La memoria è, infatti, perseveranza civile di chi ha il compito di comprendere il contesto storico di determinati tragici eventi, costruendo percorsi di conoscenza che coinvolgano, in particolare, i giovani mediante le scuole e il mondo dell’associazionismo”.
“Questo incontro vuole essere un atto di responsabilità collettiva, in particolare nei confronti di tutte le vittime; una ulteriore occasione per fare chiarezza su una tragedia umana rimasta per troppo tempo nel silenzio di indagini infinite e inconcludenti. La democrazia, invece, si difende cercando la verità” ha concluso il Sindaco Baccini, ringraziando tutti i relatori presenti in aula insieme con il pubblico






