
Una delle realtà sportive più conosciute ed apprezzate, in particolare tra i bambini e i giovani.
di Fernanda De Nitto
L’appuntamento con la rubrica Voci e Volti della Città questa settimana si è dedicato alla scuola calcio del Fiumicino SC 26, una delle realtà più conosciute ed apprezzate, in particolare, tra i bambini e i giovani, dove la crescita sportiva si coniuga con gli aspetti sociali, ludici e formativi.
A raccontarci dell’organizzazione e del loro impegno per i ragazzi del territorio, i tre responsabili didattici della struttura: Roberto Bettacchini, Giuseppe Cataldo e Cesare Lamberti.
Come è organizzata la scuola calcio del Fiumicino SC 26?
Essendo tre responsabili abbiamo ruoli e categorie definite, infatti Cataldo segue le annate 2013-2014, Lamberti le annate 2015-2016 e Bettacchini le categorie dal 2017 al 2022. Il nostro unico e comune obiettivo resta sempre quello di far crescere i ragazzi nel modo più giusto e sano. Anche tra di noi c’è molta collaborazione ed una forte unità di intenti. Infatti, ogni inizio di anno costruiamo insieme un percorso condiviso, una linea metodologica comune, in assoluta armonia. Poi, naturalmente, il lavoro cambia in base all’età, perché l’approccio con un bambino di 5 anni non può essere lo stesso rispetto ad un ragazzo di 12. Ma la direzione è sempre quella.
Qual è il vostro metodo di allenamento e apprendimento?
Puntiamo a un calcio di qualità che non guarda assolutamente solo al risultato delle partite del sabato e dei tornei. Per noi la priorità è la crescita a 360° tra tecnica, tattica, ma anche sviluppo fisico, coordinativo e sociale. Un bambino deve, infatti, imparare a muoversi bene e a rispettare i compagni di gioco e le regole, a stare in gruppo con la giusta socialità ed attenzione. Se costruiamo la persona, il calciatore arriva da sé. Crediamo che il modo migliore per far appassionare un giovane allo sport sia possibile solo attraverso la didattica sul campo, mentre per i più piccolini è fondamentale il livello sociale e ludico-ricreativo. Non a caso ci definiamo educatori e non semplicemente allenatori, perché per noi è prioritaria la persona, il sorriso dei bimbi che si divertono e il nostro ruolo inteso come un porto sicuro.
La vostra scuola di quante strutture si compone e quanti sono gli allievi?
Oggi siamo circa 400 iscritti, tra bambine e bambini, ragazze e ragazzi, che ci rendono molto soddisfatti ed orgogliosi per il loro vivere la squadra come una grande famiglia. Lavoriamo su due centri sportivi: quello di Via Aldo Quarantotti e il Garbaglia di Via Redipuglia. I due spazi ci permettono di dividere bene le categorie e garantire qualità e ambienti idonei alle attività sportive, oltre che la dovuta attenzione a tutti. Grazie alla lungimiranza del patron Simone Munaretto, del presidente Alessandro Perrocchi, che segue principalmente la scuola calcio, e del direttore generale De Nicolò Francesco, con la segreteria organizzativa di Sara Di Lemma, la struttura riesce a sostenere tutte le diverse attività sportive e sociali promosse nel territorio, collaborando anche con alcune case famiglia locali, ospitando presso le nostre strutture diversi ragazzi che praticano il calcio con ottimi traguardi.
Come valutate la crescita dei ragazzi negli anni? Quali i risultati di quest’ultima annata?
Siamo particolarmente soddisfatti per gli ottimi risultati raggiunti da tutti. I progressi sono evidenti, e non solo sul campo, bensì nel modo in cui i ragazzi si comportano, si supportano, si aiutano, affrontano l’allenamento con serietà ma anche con entusiasmo. Tutto ciò per noi educatori è il segnale più importante. Durante quest’ultimo anno abbiamo partecipato a circa sessanta tornei in tutta Italia, classificandoci sempre nelle prime posizioni con tutte le 30 squadre che compongono la scuola calcio. Tali eventi sportivi ci permettono di conoscere altre realtà extraterritoriali in un costante rapporto di collaborazione e partecipazione tra le diverse società sportive. Tutti i sabati presso i nostri centri vi sono le partite ed i tornei, strutturati in base all’età e alle categorie, mentre per i più piccolini svolgiamo attività ludica propedeutica.
Presso la vostra struttura vi sono anche bambine e ragazze che praticano il calcio?
La partecipazione femminile sta divenendo sempre più numerosa. Il calcio femminile continua a proporci ragazze veramente talentuose. Le nostre allieve più piccoline giocano in squadre miste, mentre le più grandi con la “Fiumicino Women” partecipano a diversi tornei con squadre nazionali e romane. Tutte le bambine e le ragazze sono sempre accolte con entusiasmo.
Ora che siamo alla conclusione dei campionati e dei tornei è ancora possibile unirsi alla scuola calcio?
Assolutamente sì, diamo sempre la possibilità a tutte le bambine e i bambini, di tutte le annate, di venire a provare fino a fine anno. Senza impegno, solo per conoscere il nostro ambiente e capire se ci si trova bene. Il campo è aperto e noi siamo pronti ad accogliere tutti con lo stesso spirito con cui lavoriamo ogni giorno, perché il Fiumicino SC 26 è tutto questo, qualcosa di speciale. “One city, one team”.




















