
“Lo amavo alla follia, poi ha cominciato a colpirmi, senza motivo, senza un perché”
di Mariapina
Cari lettori, desidero raccontarvi la storia di una donna che adesso non c’è più. Un donna che dall’alto osserva il mondo andare all’incontrario mentre sembra tutto lecito e naturale. La vita, la morte, la ribellione, la violenza, gli atti terroristici, i femminicidi sembrano naturali e sani come non mai. Ma come stiamo vivendo? Dove stiamo andando? Dove andremo? Mi pongo queste domande perché la sento ancora in mezzo a noi.
Proverò a raccontarvi brevemente la sua triste vicenda perché tutti possano capire come si è sentita e cosa ha provato.
LA MIA STORIA Ho studiato all’università, mi sono laureata col massimo dei voi. Sono stata un’ottima studentessa, ottima avvocatessa, ottima impiegata dello Stato. Ho trovato l’uomo giusto, almeno così pensavo. Un uomo dallo sguardo penetrante, di quelli che ti fanno sentire esclusivamente sua e di nessun altro. Ma gli anni di matrimonio hanno logorato il nostro rapporto. Lo amavo alla follia. Poi ha cominciato a colpirmi, senza motivo, senza un perchè.
Troppo geloso, una gelosia sfrenata e paurosa si impossessava di tanto in tanto di lui fino ad esasperarmi, giorno per giorno, minuto per minuto, attimo per attimo. Ha reso la mia vita difficile. Una vita infernale.
No, quello non poteva essere amore. L’amore è amore per l’altro, gratuità, desiderio del bene dell’altro. Donare all’altro il meglio di sé. Comprendere, capire al volo, sentirsi bene, amare veramente. E’ senso di benessere.
Ho continuato ad amarlo, ho cercato di comprendere ma ho finito per non capire. Ripetutamente mi picchiava, ha tumefatto ogni parte del mio corpo e non avevo il coraggio di denunciarlo alle autorità.
Ho taciuto. Sono diventata distratta, cadevo spesso agli occhi degli altri, mentendo spudoratamente. Non potevo raccontare la verità. Il mio fallimento.
Mi ha rotto il timpano. Ancora continuavo a non avere il coraggio di dirlo a chi mi stava accanto. Sono andata così al lavoro lasciando tutti sbalorditi. Non potevo denunciare il mio amore, il mio unico vero grande amore.
Sapevo dentro di me che quello non poteva essere vero amore, era ira, cattiveria, rabbia, violenza malessere, patologia acuta, ma non osavo rivelarlo a me stessa.
Poi ho mandato la foto del mio volto tumefatto a mio fratello ed alla mia migliore amica. Ho scritto “Ecco come mi ha ridotto”. Volevo aiuto e non osavo chiederlo, speravo mi intuissero.
Poi una settimana dopo ha ripreso: come un pugile ha cominciato a picchiarmi. Mi ha fatto rotolare dalle scale, un colpo mortale.
La mia anima ha cominciato a lievitare mentre il mio corpo immobile giaceva sanguinante e pieno di ematomi. Non ha avuto alcuna pietà per me. Non mi amava. Il suo volto indifferente davanti al mio corpo immobile.
Adesso sono in un’altra dimensione e vedo tutto con occhi diversi. Vedo dall’alto ogni verità. Conosco la verità e vedo oltre. Non soffro più, non vivo più ma ho voluto comunicare ancora una volta con persone come me. Ho voluto raccontarvi quanto può essere immenso l’amore di una donna verso il suo uomo fino a farsi sopprimere. Non ne valeva la pena.
Avrei preferito vivere la mia vita di donna come tante altre, ma sono qui per regalarvi un messaggio: “Abbiate cura di voi” “Fatevi rispettare” “Abbiate cura della vostra persona” “Noi donne siamo sacre”.
Gli uomini eccessivamente possessivi e maneschi sono malati. Se non vogliono curarsi, scappate via da loro. Non lasciate che vi perseguitino! Vivete a pieni polmoni e vivete intensamente l’unica vita che abbiamo da vivere!
Non aggiungo altro al fatto di cronaca che ho voluto raccontarvi a modo mio. Siate astute come le volpi e come le colombe.






