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Specie aliene: Acli Terra lancia l’allarme sul “Granchio nuotatore rosso”

“Non ripetiamo l’errore fatto con il Granchio Blu: serve prevenzione immediata”

 

 

di Dario Nottola

 

Il Mediterraneo sta cambiando volto e la pesca italiana rischia una nuova, pesantissima crisi. Le recenti evidenze scientifiche prodotte dal Prof. Alberto Felici (Università di Camerino), in collaborazione con l’Università di Catania* e l’Ente Fauna Marina Mediterranean, confermano l’insediamento di una nuova specie aliena sulle coste della Sicilia orientale: il “Granchio nuotatore del rosso”.

 

Al pari del già noto Granchio Blu, questa specie si distingue per un’estrema voracità e una riproduzione rapidissima in assenza di predatori naturali. Un fenomeno che, se non gestito per tempo, rischia di infliggere un colpo letale al settore della pesca e dell’acquacoltura nazionale, già duramente provato dalla presenza incontrollata di altre specie invasive.

 

“L’esperienza con il Granchio Blu ci ha insegnato che il fattore tempo è determinante – dichiara Nicola Tavoletta, presidente nazionale di Acli Terra – Se nel 2022 i nostri appelli rimasero inascoltati, portando alla nomina di un Commissario solo nel 2024, oggi non possiamo permetterci ulteriori attese. È necessario che il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, insieme al Ministero dell’Ambiente, agiscano in sinergia per prevenire l’impatto del granchio nuotatore e del pesce leone”.

 

Proprio sul Lion Fish, Acli Terra conduce da due anni una campagna di sensibilizzazione supportata da segnali scientifici inequivocabili. Nonostante ciò, si attende ancora l’autorizzazione necessaria alla sua commercializzazione, strumento che permetterebbe di trasformare una minaccia biologica in una risorsa economica per i pescatori.

 

Acli Terra ribadisce inoltre la proposta strategica di istituire un’Autorità Comune Mediterranea per l’Acquacoltura, un’istanza già accolta con favore in contesti internazionali — come dimostrato nella giornata di studi svoltasi il 30 marzo nel Principato di Monaco alla presenza di rappresentanti di Francia e Grecia — ma che attende ancora un segnale di forte leadership da parte delle istituzioni italiane.

 

“Anticipare i cambiamenti climatici e le migrazioni aliene deve essere la parola d’ordine – conclude Tavoletta – Chiediamo al Governo un cambio di passo: l’Italia, per la sua posizione centrale nel Mediterraneo, ha il dovere di guidare la strategia di difesa delle nostre coste e del nostro patrimonio ittico, senza attendere che l’emergenza diventi irreversibile”.

 

 

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