
A Viterbo e in tutta la provincia, un incidente stradale, un errore sanitario o un evento destabilizzante e del tutto inaspettato, possono trasformare una giornata qualunque in uno spartiacque tra un prima e un dopo che non si dimenticherà mai.
Basta un impatto, basta un attimo di distrazione per investire un pedone, basta scoprire di aver fatto analisi su analisi per apprendere, poi, di avere una malattia inguaribile; ancora, basta una complicazione imprevista in sala operatoria perché la normalità si interrompa e inizi un ciclo interminabile di nuove abitudini, fatto di visite mediche, terapie, perizie, richieste assicurative e responsabilità da accertare.
Il vero ostacolo, nella maggior parte dei casi, non è soltanto la compromissione fisica subita, ma l’ondata di conseguenze che si abbatte sulla propria vita e su quella dei propri cari subito dopo.
In questo contesto, del tutto inaspettato e con cui molti non hanno mai avuto neanche lontanamente a che fare, molti cittadini non sanno proprio cosa fare o da dove partire. Ma la legge è chiara: chi subisce un danno ingiusto ha il diritto di far valere i propri diritti.
E può farlo anche grazie a Studio Piraino per il risarcimento danni a Viterbo: tra gli elementi che contraddistinguono l’attività dello Studio vi sono risultati concreti e standard professionali documentati. Oltre 20 milioni di euro di risarcimenti ottenuti dal 2020, patrocinatori stragiudiziali certificati secondo la norma UNI 11477 e una formula operativa che prevede l’assenza di onorari anticipati, con compenso riconosciuto solo a risarcimento ottenuto.
La realtà delle pratiche risarcitorie: tra tempi, perizie e trattative
A Viterbo non sono rari i casi di persone che, dopo un incidente, ricevono una prima proposta di risarcimento che appare soddisfacente solo in apparenza. La fretta di chiudere la vicenda e il desiderio di lasciarsi alle spalle l’accaduto potrebbero spingere molti ad accettare risarcimenti che non ripagherebbero neanche in minima parte le vere conseguenze che dovrà affrontare dopo.
Un trauma, per sua stessa natura (anche psicologica), infatti, non si esaurisce con la “guarigione”, la quale, spesso, non è neanche totale.
Da un incidente stradale o da un errore medico possono emergere limitazioni fisiche permanenti, riduzioni della capacità lavorativa, difficoltà nella vita quotidiana. In ambito sanitario, una diagnosi tardiva o un errore terapeutico possono lasciare segni permanenti o addirittura, limitare (del tutto o in parte) le possibilità della persona di usufruire in tempo dei mezzi necessari per avere almeno una chance di sopravvivenza.
E la loro sofferenza? E quella dei loro familiari?
Da queste considerazioni deriva proprio il fatto che una corretta quantificazione del danno richiede competenze specifiche: occorre distinguere tra danno biologico, danno morale, perdita della stessa possibilità di restare al mondo, eventuali danni alla vita futura e alla possibilità di lavorare per il proprio sostentamento.
Niente a che fare con meri calcoli aritmetici che sono solo il punto di partenza: bisogna rivolgersi a qualcuno che sappia fare delle valutazioni tecniche che riescano a incidere in modo determinante sull’esito della pratica e sul vero riconoscimento dei diritti di chi, in questo momento, sta soffrendo.
Il ruolo decisivo della fase stragiudiziale nella richiesta del risarcimento dei danni
Contrariamente a quanto si pensa, la battaglia più importante non si combatte in un’aula di tribunale insieme agli avvocati. Non è necessario arrivare a questo.
La fase più delicata è quella stragiudiziale, cioè il momento che precede un eventuale processo.
È in questo preciso frangente che possono essere raccolte prove determinanti, che è necessario acquisire cartelle cliniche, che si possono ricostruire davvero le dinamiche di un incidente senza perdere elementi fondamentali.
Ancora, nel corso della fase stragiudiziale, possono essere incaricati consulenti medici, si possono redarre in maniera specifica e attenta tutte le relazioni tecniche e si possono inoltrare corrette richieste formali nei confronti delle assicurazioni o delle strutture sanitarie.
Perché sottovalutare l’importanza della fase stragiudiziale e compromettere l’esito dell’intera pratica?
E in questo caso, chiedere aiuto a un professionista significa davvero strutturare la richiesta in modo corretto fin dall’inizio.
Nel territorio del Viterbese, tra i professionisti che operano nel campo della tutela risarcitoria in fase stragiudiziale c’è Ippolito Piraino, patrocinatore stragiudiziale con un’esperienza pluriennale nella gestione di pratiche per incidenti stradali e responsabilità medica, fondatore proprio dello Studio Piraino.
Val la pena, inoltre, menzionare il libro scritto di suo pugno “Risarcimento Assicurato” (Bruno Editore, 2023) nel quale l’autore non solo spiega come affrontare correttamente una pratica di incidente stradale per ottenere il massimo risarcimento possibile, ma ripercorre anche la propria esperienza personale. Un percorso che lo ha portato a comprendere dall’interno le difficoltà di chi si trova improvvisamente coinvolto in un fatto improvviso e davvero destabilizzante.
Non solo denaro: il riconoscimento del danno
Dietro ogni richiesta risarcitoria c’è una storia personale. Una famiglia che ha visto cambiare la propria quotidianità. Una moglie che ha perso un marito o un figlio. Un lavoratore che non riesce più a svolgere la propria attività come prima. Un anziano che subisce complicazioni in una struttura sanitaria.
Il risarcimento non è solo una somma di denaro. È il riconoscimento giuridico di un danno subito. È la conferma che quell’evento ha avuto conseguenze reali e merita una tutela adeguata.
E la presenza in prima linea dei patrocinatori stragiudiziali dimostra che molte controversie possono trovare soluzione prima di arrivare in tribunale, a condizione che la pratica sia impostata in modo rigoroso e accurato.
A Viterbo, dove la dimensione sociale è ancora fortemente legata al territorio e ai rapporti diretti, questa consapevolezza sta crescendo. Sempre più cittadini comprendono che la corretta informazione e l’assistenza qualificata possono fare la differenza nella loro situazione.






