
C’è un momento preciso, dopo ore di volo e il salto della linea del cambiamento di data, in cui ci si rende conto di essere arrivati davvero “altrove”. La Nuova Zelanda, o Aotearoa come la chiamano i Maori (la terra della lunga nuvola bianca) è un ecosistema di emozioni primordiali, dove la natura ha ancora l’ultima parola e la meraviglia regna sovrana. Scopriamola a bordo di un tour Guiness Travel, tour operator specializzato in viaggi organizzati con accompagnatore dall’Italia.
Auckland: La porta del Pacifico
L’impatto con Auckland equivale a entrare quasi in un’altra dimensione. La chiamano la “Città dei due porti” perché si affaccia sia sul Mar di Tasmania che sull’Oceano Pacifico. È una metropoli che permette al mare di entrare letteralmente tra i grattacieli. Passeggeremo lungo Queen Street, il cuore commerciale, ma è nei quartieri come Parnell e lungo il lungomare di Mission Bay che si respira la vera anima Kiwi. Auckland sorge su un campo vulcanico che conta circa 50 coni. Luoghi come il parco Auckland Domain sono oasi verdi nate proprio su antichi crateri. Non stupitevi se la terra qui ha una sagoma così movimentata!
Hobbiton e il respiro della Terra a Rotorua
Lasciata la costa, ci addentriamo nella Regione di Waikato. Per molti, questa è la “Terra di Mezzo”. A Matamata visiteremo Hobbiton, il set originale della saga de Il Signore degli Anelli. Anche per chi non è un fan sfegatato di Tolkien, vedere le 44 casette degli Hobbit incastonate nelle colline verdi è un’esperienza surreale: sembra che un piccolo abitante debba uscire da un momento all’altro per offrirvi un tè con dei pasticcini secchi. L’odore di zolfo nell’aria ci annuncia Rotorua, il cuore geotermico del Paese. Ma la Nuova Zelanda è anche cultura ancestrale: la serata nel villaggio Mitai Maori ci permetterà di ascoltare la Haka non da uno schermo di una partita di rugby, ma dal vivo, sentendo le vibrazioni di una danza che è orgoglio e identità. È solo uno dei momenti più coinvolgenti da vivere in un viaggio organizzato in Oceania. Chiuderemo con una cena tipica cucinata secondo il metodo tradizionale.
Taupo e Wellington
Proseguiamo verso il Lago Taupo, un immenso specchio d’acqua che in realtà è il cratere di un gigantesco vulcano spento. Prima di imbarcarci per una minicrociera, ci fermeremo alle Huka Falls: qui il fiume Waikato, solitamente largo 100 metri, viene forzato in un canyon di soli 15 metri, creando una massa d’acqua turchese che ruggisce con una forza incredibile. Il viaggio prosegue verso sud fino a Wellington, la capitale più australe del mondo. È una città colta, piena di caffè e gallerie. Qui, saliremo sulla storica funicolare rossa per godere del panorama dal Giardino Botanico, ma il vero gioiello è il Museo Te Papa. Non è il solito museo polveroso: è interattivo, audace e racconta la geologia e la cultura polinesiana in modo che non dimenticherete facilmente.
Attraversando lo Stretto di Cook
Il passaggio tra le due isole è un viaggio nel viaggio. Il traghetto Interislander attraversa lo Stretto di Cook e si insinua tra le isole verdi di Arapawa, che sembrano galleggiare nell’acqua come fiordi in miniatura. Arriveremo a Nelson, la città più soleggiata della Nuova Zelanda, famosa per i suoi artigiani e per essere la porta d’accesso all’Abel Tasman National Park. Dedicheremo un’intera giornata a questo parco, spostandoci con le shuttle boats. Qui la foresta pluviale incontra spiagge di sabbia dorata che ricordano i tropici, se non fosse per la brezza fresca dell’oceano. È il paradiso dei camminatori e degli amanti del kayak.
La Wild West Coast
Cambiamo scenario puntando verso la costa ovest, selvaggia e battuta dai venti. A Punakaiki osserveremo le Pancake Rocks: formazioni calcaree che sembrano pile di frittelle giganti impilate l’una sull’altra. Sosteremo a Hokitika, la capitale della Pounamu (la giada neozelandese). Per i Maori, la giada è sacra: si dice che non si debba mai comprare una pietra per sé stessi, ma che debba essere ricevuta in dono per portare fortuna. L’arrivo a Franz Josef ci porta ai piedi delle Alpi del Sud. È uno dei pochi posti al mondo dove un ghiacciaio scende quasi fino a livello del mare, circondato da una foresta pluviale lussureggiante. Un contrasto cromatico unico che l’UNESCO protegge con cura e una delle chicche del Gran Tour Nuova Zelanda.
Queenstown e la Sky Tower
Dopo una sosta alle Blue Pools (acque così trasparenti da sembrare irreali) e al villaggio dei cercatori d’oro di Arrowtown, arriveremo a Queenstown, la capitale mondiale dell’avventura. Adagiata sul Lago Wakatipu, Queenstown è una città che non dorme mai. Il clou del viaggio è probabilmente l’escursione al Milford Sound, nel Parco Nazionale dei Fiordi. Rudyard Kipling lo definì l’ottava meraviglia del mondo. Navigheremo sotto il Picco di Mitre, sfiorando cascate che scendono per centinaia di metri dalle pareti verticali della montagna. Se sarete fortunati, vedrete delfini o foche crogiolarsi sulle rocce. Saliremo poi con la cabinovia al Bob’s Peak per una cena panoramica dove le luci di Queenstown si specchiano nel lago. Rientreremo ad Auckland per un’ultima giornata di shopping e relax. Ciliegina sulla torta sarà la cena sulla Sky Tower: a 190 metri d’altezza, con una vista a 360 gradi sulle baie, vivrete il momento perfetto per ripercorrere con lo sguardo le migliaia di chilometri percorsi.






