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Pronto Soccorso

Un po’ di riflessione, e di umiltà per migliorare la nostra quotidianità


Pronto soccorso del Grassi. Si entra uno per volta. Recita il cartello malamente attaccato alla porta. Oltre la porta due sportelli con due impegate che trafficano al computer. Davanti ad uno sportello una signora 50enne, piegata in due per i forti dolori addominali;l’accompagna il figlio giovanissimo che borbotta: “Ma che pronto soccorso è questo… sono 5 ore che aspettiamo”.
L’impiegata mormora gentilmente una spiegazione: “Siamo pochi ed è dalle 6 di stamattina che sto qua (sono le 17.00) e poi devo fare pure gli elettrocardiogrammi”.
In effetti, terminato l’inserimento dei dati della paziente, si alza e va a fare l’elettrocardiogramma ad un uomo disteso su una barella che intravedo attraverso la porta semiaperta. Quanto a me abbozzo un sorriso e chiedo alla seconda impiegata: “Vengo da lei?”.
Si gira di scatto verso di me: “L’ho chiamata? … Non l’ho chiamata! Allora …” Scandisce con voce tagliente. Non rispondo nulla. Questo silenzio è il mio piccolo contributo alla pace nel mondo!
Aspetto in piedi, ho le palpitazioni. Arriva finalmente il mio turno con la prima impiegata che, inseriti i miei dati al computer, mi fa stendere, come da copione, sulla barella, esegue l’elettrocardiogramma ed il prelievo per le prove enzimatiche ecc. ecc.
L’Altra, la ragazza maleducata, la rivedo nella grande sala piena di barelle con gli ammalati dove portano anche me: si da da fare per aiutare un adolescente che ha la febbre a 40. semra attenta e precisa.
Ma allora perchè tanta gratuita villania quando mi sono rivolta a lei? Perchè tanta aggressione e così poco autocontrollo?
Scene simili a questa potre raccontarne a decine. Mi limito a constatare che negli ultimi 10 anni è aumentato, in termini preoccupanti, il tasso di maleducazione, di aggressività e di mancanza di autocontrollo.
Perchè? Io qualche motivata ipotesi ce l’avrei ma non voglio influenzare chi avrà la pazienza di leggere queste righe. Ognuno si dia le proprie risposte e le confronti, magai, con quelle di parenti, amici, conoscenti.
Chissà che con un po’ di riflessione, e di umiltà in più non si riesca a migliorare la nostra quotidianità.
 
Mariella
 
 
 

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