
Un valido aiuto per i disturbi acuti o cronici di cui soffre l’intestino
Dr. Fabio Reposi, direttore Farmacia Comunale Aranova
Le piante officinali possono essere un valido aiuto per tutti i disturbi acuti o cronici di cui soffre l’intestino, in virtù delle proprietà lassative, antinfiammatorie, carminative e regolatrici della funzionalità gastrointestinale.
Stitichezza, diarrea, dolore e gonfiore: questi i sintomi più comuni delle patologie intestinali croniche, malattie che colpiscono circa il 20-25% della popolazione italiana. Tra queste la sindrome dell’intestino irritabile e malattie infiammatorie croniche come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa.
Oggi chi ne soffre in molti casi deve fare i conti con trattamenti farmacologici curativi e/o sintomatici spesso insoddisfacenti, il cui uso prolungato è inoltre limitato dall’insorgenza di effetti collaterali. E’ per questo che sempre più spesso le classiche terapie farmacologiche vengono abbinate ad approcci fitoterapici e nutrizionali, con l’obiettivo di supportarne e potenziarne l’efficacia.
Le piante e i loro derivati spesso contengono numerosi principi attivi e questo fa sì che abbiano un elevato potenziale terapeutico nelle patologie gastrointestinali. Infatti, nel corso di diversi studi è stato notato che l’efficacia dei trattamenti è massimizzata quando si riesce a combinare più meccanismi d’azione, ottenendo così un effetto sinergico su microbiota, mucosa intestinale, risposta infiammatoria e sistema nervoso, favorendo l’omeostasi intestinale.
E’ altresì possibile ottenere un’azione sinergica sull’intestino combinando diversi estratti vegetali in un unico prodotto naturale. Molte piante mostrano effetti benefici sull’intestino che le rendono attraenti per lo sviluppo di nuove formulazioni, da utilizzare da sole o in associazione con le classiche terapie farmacologiche, al fine di potenziarne l’efficacia e ridurne gli effetti collaterali.
Zenzero, capperi, frutti rossi, radice di liquirizia, malva, finocchio, angelica, rucola sono solo alcuni esempi della lunga lista di piante con accertati effetti terapeutici sull’intestino. In caso di sintomi intestinali e di infiammazione l’astragalo e lo zenzero risultano rimedi molto efficaci, così come frutti rossi e capperi, grazie alla presenza di quercetina (flavonolo che appartiene alla famiglia dei polifenoli). Effetti prebiotici e neuroprotettivi sono stati associati anche all’uso di estratti a base di rosmarino (ricco di acido carnosico). Altre spezie, come il timo, possono invece favorire il benessere intestinale attraverso attività spasmolitiche e antimicrobiche.
In caso di stitichezza e di disturbi legati alla sindrome dell’intestino irritabile, invece, trova impiego la radice di liquirizia che svolge una leggera azione lassativa grazie alla presenza di mannite (mannitolo), uno zucchero naturale che agisce contro la stipsi. Le foglie e i frutti secchi del mirtillo esercitano un’azione antidiarroica e hanno anche un effetto antisettico, utile nel trattamento delle coliche dolorose addominali e delle cistiti. E alcune erbe, come la malva o lo psillio, aiutano a sfiammare l’intestino grazie alla presenza delle mucillagini che, trattenendo l’acqua, ammorbidiscono le feci.
Le mucillagini presenti in queste piante si comportano come innocuo lassativo naturale di tipo meccanico e sono oltretutto dotate di effetto antinfiammatorio, emolliente e protettivo per le mucose delle pareti intestinali. Lo psillio, in particolare, è del tutto innocuo ed è indicato per la stitichezza in gravidanza e allattamento, nei bambini e in tutti i casi in cui non si possono assumere lassativi che provocano la peristalsi in modo aggressivo attraverso contrazioni muscolari.
Ancora: finocchio, angelica e melissa trovano ampio impiego per la loro azione carminativa che aiuta l’eliminazione dei gas intestinali. Mentre piante come rucola e camelina sativa esercitano effetti neuroprotettivi sull’intestino, utili nel contrastare lo sviluppo di dolore e disfunzioni intestinali croniche. Molte delle piante dotate di proprietà benefiche sull’intestino sono dei veri e propri alimenti e quindi potrebbero essere integrate nella dieta come nutraceutici. Pensiamo al melograno, al mirtillo, alla rucola, all’oliva, al mango e allo zenzero.
L’utilizzo di integratori a base di piante o di approcci dietetici assume ancora maggior rilevanza nell’ottica del trattamento di bambini affetti da patologie gastrointestinali.






