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Ostia e Fiumicino, un patrimonio che si rinnova

Al via il progetto S.T.Ar.T., tra rilievi 3D, piattaforme GIS e realtà immersiva per una fruizione più moderna e accessibile dei siti archeologici

 

“Il progetto ‘S.T.Ar.T. Ostia – Soluzioni Tecnologiche per l’ARcheologia e il Territorio’ è pronto a partire, un lavoro che mira allo sviluppo di nuove modalità di valorizzazione ma sopratutto di fruizione dell’are archeologica e del patrimonio storico ed ampliare così il pubblico di visitatori donando un’esperienza interattiva e immersiva” lo dichiara Roberto Feola consigliere comunale della città di Fiumicino.

 

“Finanziato dalla Regione Lazio – prosegue – attraverso l’agenzia Lazio Innova, elaborato dal Parco archeologico di Ostia antica in partnership con il X Municipio di Roma Capitale e il Comune di Fiumicino, il progetto ha coinvolto parte della Regio IV di Ostia antica, corrispondente alla Domus di Giove Fulminatore, il Ninfeo degli Eroti, la Domus dei Pesci, la Domus del Garofano e la Caupona del Pavone; l’edificio della cosiddetta ‘Capitaneria’ di Porto sulla banchina orientale del Bacino di Claudio a Fiumicino; la tomba n. 57 della Necropoli di Isola Sacra, a Fiumicino”.

 

“Il lavoro che da anni stiamo portando avanti come amministrazione comunale con il direttore Alessandro D’Alessio e l’area tecnica del parco archeologico di Ostia è stimolante – sottolinea – e vira sempre di più in un’unione territoriale, ma sopratutto di intenti, finalizzata alla promozione e all’incentivazione del patrimonio storico e culturale del nostro territorio. Da tempo si sta lavorando ad un protocollo d’intesa che possa fornire delle linee guida strategiche per uno sviluppo futuro ancora più consapevole dell’area archeologica e dei siti che ricadono nel territorio”.

 

“Credo fortemente che progetti come questi diano ancora più forza ad una serie di operazioni che porteranno al futuro raggiungimento della denominazione del parco in Parco archeologico di Ostia e Portus, una linea guida anche espressa in consiglio comunale qualche mese fa e che mi auguro che presto possa portare sostegno a questa nostra realtà cittadina – rimarca Feola – L’utilizzo di nuove tecnologie, anche se testate limitatamente a sole tre aree archeologiche, sottolinea l’obiettivo di modernizzazione della parte organizzativa, che amplierà tour virtuali e contenuti digitali a disposizione dei visitatori. I tecnici del Parco hanno dichiarato che il fine è stato quello di avere una campionatura che fosse più ampia possibile e quindi un elevato livello di replicabilità, nell’ottica di una progressiva e successiva estensione delle metodologie sperimentate all’intero patrimonio archeologico del Parco. In campo rilievi fotogrammetrici e laserscanner di tutti gli edifici interessati, funzionali all’elaborazione di progetti di restauro e di manutenzione programmata; il monitoraggio statico e microclimatico di alcuni degli edifici, per misurare variazioni di irraggiamento, temperatura, umidità e umidità relativa; indagini geologiche e diagnostiche, che hanno permesso di acquisire informazioni sulla natura del sedime e sulla presenza di eventuali manufatti archeologici sepolti, sulle caratteristiche e sullo stato di conservazione delle strutture e degli apparati decorativi ed, infine, sulle cause del degrado, in modo da mettere in campo adeguati strumenti di prevenzione. Tutti questi dati sono confluiti piattaforma GIS del Parco, implementata, ed in un H-BIM-Heritage Building Information Modeling, che rappresenta certamente l’elemento più innovativo del progetto: consente, infatti, d’inserire e gestire in modo dinamico, entro un unico sistema aperto e incrementabile, tutte le informazioni disponibili registrandone nel tempo le variazioni e favorendo la collaborazione multidisciplinare tra i diversi specialisti coinvolti.I dati prodotti ed elaborati principalmente a scopo conoscitivo e conservativo hanno inoltre costituito la base per lo sviluppo di ricostruzioni in realtà virtuale, veicolate anche all’esterno del Parco archeologico”.

 

“Tra gli obbiettivi infatti – spiega – c’è anche quello della manutenzione programmata e la predisposizione dei progetti dei lavori di restauro;per quanto riguarda la valorizzazione, realizzazione di contenuti digitali e loro diffusione all’interno e all’esterno del Parco; la diminuzione dei tempi e dei costi della manutenzione e della progettazione ed il miglioramento e incremento della fruizione”.

 

“Fiumicino e Ostia rappresentano un connubio secolare che è nostra responsabilità tramandare alle famiglie e ai giovani del territorio, oltre che alle migliaia di visitatori che il parco registra negli anni. Mi congratulo, inoltre, con il parco archeologico che è stato insignito di un importante riconoscimento, ha conseguito il premio GIST-ACTA Archeological & Cultural Tourism Award come miglior sito archeologico italiano. Il GIST è il Gruppo Stampa Italiana Turistica e il Premio è stato istituito per dare il giusto riconoscimento ai musei, siti archeologici, destinazioni e giornalisti che si impegnano nella promozione e divulgazione del turismo culturale ed archeologico” conclude Roberto Feola

 

 

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