
Leonardo Bonetti presenta all’Uci Cinemas di Parco Leonardo la sua ultima avventura cinematografica
di Fernanda De Nitto
“Tre sorelle (una comune privata)” è un film che nasce sul confine instabile tra amore e politica, tra slancio utopico e necessità di restare fedeli a sé stessi. Scritto e diretto da Leonardo Bonetti, il film sarà presentato in prima nazionale domenica 8 febbraio alle ore 10.00 all’Uci Cinemas di Parco Leonardo. Ne parliamo con il regista, che racconta un’opera aperta, mobile e radicalmente contemporanea.
Cosa racconta il suo ultimo film “Tre Sorelle (una comune privata)”?
“È la storia di Emma, Aurora e Francesca, tre giovani sorelle che condividono un appartamento con i rispettivi compagni, Lorenzo, Alex e Giordano. Tutti e sei sono studenti di discipline artistiche, ma impegnati politicamente nel movimento studentesco. Il gruppo si autodefinisce una “comune privata” con la convinzione di poter rinnovare, anche se in piccolo, le forme stesse dell’impegno politico mettendo l’accento sulla questione sociale più che su quella dei diritti. Dando voce, così, a temi e idealità profondamente radicali. Tuttavia, come spesso accade, la tensione tra ideale e realtà si fa all’improvviso più difficile. Messi in minoranza nel collettivo, i ragazzi decidono di reagire realizzando un film documentario sull’occupazione studentesca, con l’idea di usarlo come strumento di lotta interna. Ma mentre le riprese procedono, le relazioni sentimentali iniziano a incrinarsi, rivelando la fragilità di un progetto che mescola amore, ideologia e slancio rivoluzionario. Il film si muove su un crinale difficile, tra passione politica e passione amorosa, tra desiderio di cambiare il mondo e bisogno di salvare la propria identità e le proprie relazioni”.
Ritiene che il film sia uno specchio reale della società moderna, in particolare riguardante le generazioni più giovani?
“Sì e no. Il film in fondo è una favola moderna che parla a chi è cresciuto in un’epoca in cui ogni slancio rivoluzionario sembra un concetto obsoleto. Eppure, la giovinezza è ancora un terreno dove l’utopia germina naturalmente, anche se solo per un breve e intenso momento. Il film non condanna questo sogno, ma ne mostra la bellezza e il dramma, la forza e la vanità. Perché non è un film sul desiderio come oggetto o come tema, ma è esso stesso corpo del desiderio in atto, film-corpo che vibra di quella certa febbre contagiosa di cui solo i giovani possono essere portatori. A ogni età, però, e a tutte le latitudini. Non è una proposta realistica, quella coniugata in ‘Tre Sorelle’, ma profondamente ‘reale’, già a partire dal titolo, in cui la ‘comune privata’ allude a un voler vivere nel collettivo senza per questo rinunciare a ciò che è più intimo, più personale. Un ossimoro possibile che dice: ‘non voglio avere’, ‘voglio starti vicino’. Un sogno privo di qualsiasi rivendicazione. ‘Tre Sorelle’ è un film-desiderio che non arretra di fronte all’improbabile, che si getta con tutto il suo peso per trasfigurarsi in comunità; che non si consuma ma resta aperto, mobile e incompiuto; che lancia i corpi oltre l’ultimo fotogramma, verso un ‘dopo’ che non vediamo ma sentiamo già vivere nel canto”.
Lei è professore presso l’I.C. Porto Romano di Fiumicino. Quale il suo legame con il territorio all’interno del film? La pellicola è stata girata anche a Fiumicino?
“Non sono solo un professore che vive e lavora sul territorio di Fiumicino. Appartengo all’ultima generazione, credo, dei nati in casa, radicati nel luogo in cui hanno visto la luce, fedeli alle strade della propria infanzia. Il legame col territorio è materno, indissolubile. Del resto abito ancora la casa in cui sono nato. E i miei luoghi gravitano intorno al porticciolo, la darsena, il mare. Giocoforza le riprese del film, in gran parte, sono state effettuate proprio nel nostro territorio, più in interni che in esterni. Se dunque è quasi assente l’aspetto paesaggistico, prepotente invece appare l’energia intestina della luce di questa terra e di questo mare, sia nel privato dell’appartamento in cui vive la comune, sia nel pubblico dell’assemblea studentesca e degli uffici universitari da cui trapela, tirannica, la tarda primavera vista attraverso le finestre di Villa Guglielmi”.
Vi sono artisti, professionisti o comparse del territorio?
“Sì, una parte degli attori vive e opera qui a Fiumicino, sul nostro territorio, e comunque nella zona del litorale e della periferia romana. Credo che sia un tratto riconoscibile, in parte. Non come colore locale, ma come segno di una semplicità e verità tipiche di chi vive ai margini del centro. Un’umanità che non assume mai i toni del pittoresco o del bizzarro ma, semmai, dell’universale. La giovinezza declinata da ‘Tre Sorelle’ è senza tempo, viene da un luogo antico e originario, e ha la sconsideratezza necessaria per lanciarsi oltre la fine del suo racconto, quando i titoli di coda hanno già finito di scorrere e l’immagine è andata al nero. Per me questo film non ha fine”.
Da dove nasce la sua passione per il cinema?
“Dai luoghi stessi della mia vita, credo. E dalla necessità di abitare l’espressivo in tutte le sue forme. Venendo da una formazione classica, ma vissuta nel passaggio tra gli anni settanta e gli anni ottanta del secolo scorso, sono portatore di un’esigenza di fusione dei linguaggi, in cui poesia, letteratura, musica e immagine vivono in una simbiosi del tutto naturale. Era dunque scontato, per certi versi, il mio approdo al cinema nelle sue forme più proprie. E se è dal territorio stesso che nasce il bisogno di fare film, come passare sotto silenzio l’influenza e la suggestione legate al mondo felliniano, cominciando da ‘La strada’, girato in parte tra la banchina e la foce del Tevere; o l’opera di Sergio Citti, in cui cinema e vita dei nostri luoghi si fondono e confondono in modo radicale e autentico”
Domenica 8 febbraio, alle ore 10,00, si terrà la presentazione e la prima nazionale del film presso l’Uci Cinemas di Parco Leonardo. Come proseguirà poi la distribuzione della pellicola?
“La presentazione e la prima nazionale di ‘Tre Sorelle’ è l’occasione migliore per inaugurare il cammino di questo nostro film. Da qui in poi procederà con le sue gambe. Non per questo, però, smetteremo di seguirlo con trepidazione. Dopo la prima all’Uci Cinemas di Parco Leonardo, seguiranno altre proiezioni, tra le quali, sul territorio, segnalo quelle al Teatro del Lido di Ostia e al castello di Maccarese. Ma ‘Tre Sorelle’ avrà anche una sua distribuzione capillare attraverso le piattaforme online come, tra le altre, Prime Video, Chili e Film&Clips di Minerva Pictures. Questo farà sì che, a partire dal mese di marzo, sarà possibile vedere il film in Italia e, a seguire, in alcuni paesi europei ed extraeuropei. Nel frattempo ‘Tre Sorelle’ è stato selezionato in alcuni festival nazionali, notizia ovviamente di buon auspicio per il prosieguo del suo cammino. Inutile nascondere che tutti noi – il gruppo di persone coinvolte nell’avventura di ‘Tre Sorelle’, intendo – siamo in fermento e in preda all’eccitazione per l’uscita del film. Così vorrei approfittare di questa occasione per invitare i lettori di Fiumicino Online ad esserci vicini, domenica prossima 8 febbraio, all’Uci Cinemas di Parco Leonardo. L’ingresso è alle ore 10,00 e, dopo una breve presentazione, avremo finalmente modo di vedere insieme questo nostro film”.






