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Nuovo Codice della strada, cambiano le regole: multe più leggere, stretta sulle minicar e targhe personalizzate

Più controlli sui comportamenti pericolosi, nuove disposizioni per moto, bici elettriche e monopattini. Salta la patente a 17 anni, mentre per camion e autobus il limite d’età sale a 70 anni

 

Multe più leggere per alcune infrazioni, ma maggiore severità nei confronti di chi mette a rischio la sicurezza stradale. È questa la filosofia alla base del nuovo Codice della strada, approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre, al termine di un percorso di confronto con oltre cento operatori e associazioni del settore, promosso dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

 

Una revisione che punta a rendere le regole della circolazione più semplici, le sanzioni più proporzionate e i controlli più efficaci. Le novità riguardano da vicino milioni di automobilisti, motociclisti, autotrasportatori e cittadini, con conseguenze anche sulla mobilità quotidiana dei piccoli centri e dei territori provinciali.

 

Multe più basse, ma maggiore severità per chi mette a rischio la sicurezza. Tra i cambiamenti più significativi figura la revisione degli importi delle sanzioni amministrative. Il Governo ha previsto la sospensione dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione e un arrotondamento al ribasso di alcune delle multe più comuni. Le sanzioni minime di 26 e 42 euro passeranno rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre quelle di 83 e 87 euro saranno ridotte a 80 euro.

 

Non si tratta, però, di un allentamento generale delle regole. La riforma introduce infatti misure più severe per le violazioni considerate particolarmente pericolose. Chi circola senza assicurazione obbligatoria rischierà il divieto di marcia a tempo indeterminato, mentre vengono rafforzati i provvedimenti nei confronti di chi guida veicoli destinati al trasporto di persone senza possedere i requisiti necessari.

 

Stretta sulle minicar truccate: stop alla circolazione per 30 giorni. Particolare attenzione viene riservata alle minicar, i piccoli quadricicli leggeri utilizzati soprattutto dai più giovani. Per questi mezzi, che devono rispettare il limite di velocità di 45 chilometri orari, arrivano conseguenze più pesanti in caso di modifiche illegali alle caratteristiche tecniche. Oltre alla sanzione economica e all’immobilizzazione del veicolo, il nuovo testo introduce il divieto di circolazione per 30 giorni. L’obiettivo è contrastare le alterazioni che consentono alle minicar di raggiungere velocità superiori a quelle consentite, aumentando i rischi per conducenti e altri utenti della strada.

 

Arrivano le targhe personalizzate. Un’altra novità riguarda la possibilità di richiedere targhe personalizzate, attraverso combinazioni alfanumeriche dedicate. La misura amplia le possibilità di identificazione dei veicoli e si affianca alle disposizioni già previste per le auto storiche, che possono ottenere targhe riproducenti quelle dell’epoca di costruzione, purché la combinazione non sia già assegnata.

 

Niente patente B a 17 anni e nessuna nuova multa per i pedoni con lo smartphone. Due delle proposte inizialmente più discusse sono state eliminate dal testo definitivo approvato dal Governo. Non sarà introdotta la possibilità di conseguire la patente B a 17 anni, ipotesi che aveva suscitato un ampio dibattito sulla sicurezza dei giovani conducenti.

 

Eliminata anche la proposta di prevedere specifiche sanzioni per i pedoni che utilizzano il cellulare mentre attraversano sulle strisce pedonali. Resta naturalmente fondamentale prestare attenzione durante l’attraversamento, evitando distrazioni che possono mettere in pericolo la propria incolumità.

 

Moto, bici elettriche e monopattini: nuove regole per la mobilità. Importanti cambiamenti interessano anche il mondo delle due ruote. Per i motociclisti viene prevista la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in situazioni di incidenti o rallentamenti, secondo le condizioni che saranno stabilite dalle nuove disposizioni. È inoltre previsto un programma per l’installazione di barriere stradali progettate per ridurre le conseguenze degli incidenti che coinvolgono motociclisti.

 

Per i cosiddetti cicli a propulsione, tra cui alcune biciclette elettriche utilizzate dai rider per le consegne a domicilio, vengono introdotti l’obbligo del casco e quello del contrassegno identificativo. Si tratta di mezzi differenti dalle tradizionali biciclette a pedalata assistita, per le quali valgono specifici requisiti tecnici, tra cui la potenza nominale continua massima di 0,25 kilowatt.

 

Per i monopattini elettrici, invece, il nuovo testo prevede il divieto di circolazione nelle situazioni in cui costituiscano intralcio o pericolo per i pedoni, rafforzando l’attenzione alla sicurezza degli utenti più vulnerabili.

 

Patente e libretto, meno documenti da portare con sé. La digitalizzazione rappresenta un altro punto centrale della riforma. Il nuovo Codice prevede il superamento dell’obbligo di avere materialmente a bordo la patente cartacea e il documento di circolazione, grazie alla possibilità per le forze dell’ordine di verificarne telematicamente i dati. Una semplificazione destinata a incidere sulle abitudini quotidiane degli automobilisti, riducendo gli adempimenti burocratici senza rinunciare alle verifiche sulla regolarità della circolazione.

 

Camion e autobus, si potrà guidare fino a 70 anni. Cambiano anche i limiti anagrafici previsti per il trasporto professionale. Per i titolari delle patenti del gruppo 2, comprese quelle necessarie alla guida di camion e autobus, il limite viene innalzato da 68 a 70 anni, con obbligo di verifica biennale dei requisiti previsti. La disposizione interessa direttamente il settore dell’autotrasporto e del trasporto pubblico, consentendo ai conducenti di proseguire l’attività professionale più a lungo, nel rispetto delle verifiche di idoneità.

 

 

Verbali e notifiche, i Comuni avranno 45 giorni. Una novità di particolare interesse per gli automobilisti riguarda i tempi di notifica delle multe. Quando l’infrazione viene rilevata a distanza, senza contestazione immediata, il nuovo testo riduce da 90 a 45 giorni il termine previsto per la notifica del verbale. La misura punta a garantire tempi più rapidi e maggiori tutele per il diritto alla difesa dei cittadini.

 

Previsti inoltre strumenti più incisivi per recuperare le sanzioni non pagate dagli automobilisti stranieri e l’obbligo di assicurazione secondo le regole italiane per i veicoli esteri che circolano nel Paese per oltre 30 giorni.

 

 

Più libertà di movimento per le persone con disabilità.  Un capitolo importante della riforma riguarda il Contrassegno unificato disabili europeo, conosciuto come CUDE. Tutti i Comuni saranno tenuti ad aderire alla piattaforma informatica nazionale, così da consentire il riconoscimento del contrassegno sull’intero territorio italiano e semplificare l’accesso alle Zone a traffico limitato.

 

Per gli enti locali che non aderiranno sono previste limitazioni all’utilizzo dei dispositivi di accertamento a distanza per alcune violazioni relative alla sosta riservata e alle ZTL.

 

Come sottolineato dal ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, la finalità è evitare che le persone con disabilità debbano richiedere ogni volta una nuova autorizzazione quando si spostano da un Comune all’altro.

 

Cosa cambia per automobilisti e cittadini. Dalle minicar utilizzate dai ragazzi ai mezzi per le consegne, dalle motociclette ai veicoli commerciali, la revisione del Codice interesserà diversi aspetti della mobilità anche nelle realtà locali.

 

Per i Comuni si prospettano nuovi adempimenti, soprattutto sul fronte delle notifiche, dei controlli e della gestione dei contrassegni per le persone con disabilità. Per i cittadini, invece, l’obiettivo dichiarato è quello di avere regole più chiare, meno burocrazia e un sistema sanzionatorio maggiormente proporzionato.

 

Il testo ha ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri, ma l’approvazione del Governo non significa che tutte le nuove disposizioni siano già operative: occorrerà seguire i successivi passaggi normativi e verificare le date di entrata in vigore delle singole misure.

 

La direzione indicata dalla riforma è comunque chiara: semplificare gli obblighi per chi rispetta le regole e rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto nei confronti dei comportamenti che mettono in pericolo la sicurezza sulle strade.

 

 

 

 

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