
Maxi-operazione a Tapalpa contro il Cartello Jalisco Nueva Generación: morto il leader Nemesio Oseguera Cervantes
di Patrizio Pavone
Per meglio comprendere gli avvenimenti di questa ultima settimana che hanno occupato le prime pagine di quotidiani e tv, va ricordato che i vari governi messicani hanno da sempre combattuto contro i vari “cartelli” dei narcos presenti in quel paese, a volta con successo e a volte meno. Ma quello che è accaduto in questi giorni è di una importanza eccezionale per la lotta contro la droga, dilagante in tutto il Nord America.
Si è trattato di un grosso successo dell’Esercito e della Guardia Nazionale messicani, contro il più potente cartello dei narcos. Subito dopo questi hanno scatenato una pesante rappresaglia. Un bilancio pesantissimo: 25 soldati messicani morti, assieme a un gruppo di 30 narcos e soprattutto al loro capo Nemesio Oseguera Cervantes (responsabile della più potente organizzazione malavitosa di quel paese), soprannominato El Mencho. Ma andiamo per ordine.
Tutto è iniziato molti mesi addietro quando la “Sedena” (Segretariato di Difesa Nazionale) coordinato con delle forze speciali messicane, assieme alla Fuerza Aerea, alla Fuerza Especial de Reaccion Immediata della Guarda Nazionale, aveva avviato una grossa operazione di pedinamento, intercettazioni ed appostamenti, per arrestare il numero uno indiscusso del più potente gruppo di narcotrafficanti, “Cartello Jalisco Nueva Generacion (CJNG)”.
L’operazione è scattata sabato scorso a Tapalpa nello stato di Jalisco, quando imponenti forze militari, con appoggio aereo, hanno circondato il luogo dove ”il capo dei capi” si era recato ad un incontro galante con una donna. Sentendosi accerchiato e senza via di fuga, i suoi seguaci hanno iniziato il fuoco di protezione, scatenando ovviamente la reazione delle forze speciali messicane che hanno ferito “El Mencho”, deceduto poi su un elicottero, uccidendo almeno 30 banditi.
Dopo la cattura di altri criminali sono stati scoperti imponenti arsenali, compresi lanciarazzi in grado di colpire aerei o veicoli corrazzati. Il tutto grazie anche all’aiuto di informazioni complementari da parte dell’ “intelligence” militare Usa, e per la determinazione dell’amministrazione della Presidente Messicana Claudia che ha impegnato la propria persona a debellare questa piaga endemica del suo paese.
Purtroppo, una volta diramata la notizia della morte di “El Mencho”, il suo esercito personale, veri pretoriani al servizio del proprio capo, hanno scatenato una serie di blocchi stradali, di attentati, di roghi di veicoli e di altre incredibili azioni criminali in almeno 7 dei 32 stati che compongono la nazione messicana, determinando un bilancio di vite umane molto pesante e la cattura di 70 narcos. Molti voli aerei verso gli Usa sono stati cancellati per questa emergenza.
Ma vi sono state immediatamente dopo delle scoperte sconcertanti: molte delle armi rinvenute nei covi dei narcos sono di provenienza Usa, segno inequivocabile di come alcuni settori dei “servizi segreti” o delle fabbriche di armi nord americane hanno aiutato le falangi dei narcos, per dare poi la colpa al Messico circa la loro potenza militare, come riferito dal New York Time.
Questa ferma linea di condotta della presidente messicana Claudia Sheinbaum ha segnato una svolta nella politica di sicurezza interna, dal 2018, ben diversa da altri presidenti del suo paese, che sono stati nei decenni precedenti troppo dormienti e quiescenti, se non conniventi, con gli stessi cartelli della droga. Ora Claudia Sheinbaum ha unito in questa battaglia epocale tutte le opposizioni interne e lo stesso popolo messicano.






