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16 settembre 1810: festa dell’indipendenza messicana

Anche a Roma i festeggiamenti al suono dei tipici “mariachi” con trombe, violini e chitarre


di Patrizio Pavone
 
16 settembre 1810: in Messico, ed anche presso tutti i messicani residenti all’estero e quindi anche a Fiumicino e Roma, si festeggia il giorno dell’indipendenza dal dominio spagnolo.
 
Un giorno che i messicani amano ricordare come il giorno del “grito de dolores”. Questa fu la proclamazione di indipendenza fatta da un religioso e rivoluzionario messicano, Hildalgo Y Costilla che si ribellò alle angherie spagnole suonando le campane della sua chiesa e dando vita alla rivoluzione molto simile al nostro risorgimento in Italia.
 
Le manifestazioni in commemorazione di questo evento si svolgono in Messico con grandiose feste in ogni città. Nella capitale, Città del Messico, una marea umana di 140.000 persone assiepa la piazza sotto il “Palacio Nacional” dove alla mezzanotte il presidente si affaccia al balcone per suonare una campana e ricordare i propri eroi nazionali che dettero la vita per liberarsi dall’oppressione straniera. Poi in tutto il Messico si susseguono fuochi d’artificio, balli, musiche, parate, esposizioni di bandiere tricolori in ogni balcone.
 
Anche a Roma, dove la comunità messicana è numerosa i festeggiamenti sono stati molto sentiti e proseguono poi nei numerosi ristoranti messicani, che si trovano anche  a Fiumicino, al suono dei tipici gruppi di suonatori che si chiamano “mariachi” che con trombe, violini, chitarre, creano una piacevole e coinvolgente musica, che accompagnata dai tipici piatti raffinati e da tequila, mezcal, margarita  e altre bevande rallegrano questa importante ricorrenza.
 
 
 
 

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