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Sicurezza e coordinamento: a Roma la prima conferenza provinciale con i Comandanti delle Polizie locali

Alla Scuola superiore di polizia l’incontro con i comandanti della provincia di Roma: in apertura dei lavori, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi

 

 

di Dario Nottola

 

 

Si è tenuta questa mattina, presso la Scuola superiore di polizia, la prima conferenza provinciale con i Comandanti delle polizie locali della provincia di Roma. In apertura dei lavori, il Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, in un messaggio di indirizzo rivolto ai partecipanti, ha sottolineato come “la presenza quotidiana nelle città, la conoscenza capillare del territorio, il rapporto diretto con i cittadini, insieme alla capacità di intercettare ogni segnale di disagio e di conflittualità, costituiscano un patrimonio insostituibile”, che le Polizie locali esprimono.

 

Il titolare del Viminale ha poi sottolineato che l’impegno del Governo per la riforma ordinamentale di settore, “mira non a snaturare la vocazione territoriale delle Polizie locali, ma a rafforzarne l’efficacia operativa e l’integrazione nel sistema complessivo della sicurezza”.

 

La conferenza, come evidenziato dal Questore di Roma nel suo intervento iniziale, nasce come strumento per mettere a sistema un modello esperienziale che si è consolidato nella cornice del territorio capitolino, per essere poi esportato nell’intera provincia, lungo il doppio binario della gestione dell’ordine pubblico e del controllo del territorio.

 

Il workshop si è prefisso lo scopo di integrare le competenze delle Forze e dei Corpi di Polizia nella cornice di un coordinamento istituzionale della Autorità di Pubblica Sicurezza, nella sua duplice vocazione di autorità politica ed autorità tecnico operativa. Il Questore di Roma, nel corso dei lavori, ha voluto sottolineare l’impegno dell’Autorità provinciale di pubblica sicurezza e la funzione di coordinamento rivolta a tutte le istituzioni e gli attori che operano per la sicurezza dei cittadini.

 

Il Prefetto, nel concludere i saluti istituzionali, ha rivolto all’uditorio un messaggio di apprezzamento per l’organizzazione dell’evento, in quanto certificazione di un modello di coordinamento che ogni giorno vive ed incrocia la quotidianità della provincia e che trova espressione in una “cultura di squadra”, in cui ciascuno può contare e far leva sulle specificità dell’altro per raggiungere l’obiettivo comune.

 

La conferenza si è poi arricchita dal contributo dei Comandanti dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, nonché del Comandante Generale della Polizia Locale di Roma Capitale, che hanno preceduto la ‘sessione tecnica’ dei lavori, incentrata su alcuni argini funzionali che vedono nella quotidianità una potenziale interazione tra Polizie Locali e competenze delle Autorità provinciali di pubblica sicurezza.

 

 

 

 

 

L’accento è stato posto sulle dinamiche dell’ordine e della sicurezza pubblica, che si fanno sintesi con quelle della sicurezza urbana, all’insegna di un concept securitario evolutivo, in cui il pluralismo di competenze si fonde per restituire risposte sempre più performanti ai fabbisogni della collettività.

 

In tale ambito, sono stati affrontati i case study di Grandi eventi, quali, da ultimo, il Giubileo “Spes non confundit” e, in tale cornice, il Giubileo dei giovani, senza tralasciare i funerali di Papa Francesco, il Conclave e la cerimonia di intronizzazione di Papa Leone XIV. È stato, quindi, affrontato il tema di una collaborazione proattiva delle Polizie locali sul fronte delle misure di prevenzione e dei controlli a carico di attività commerciali sottoposte a licenza.

 

Nell’ambito delle singole sessioni di lavoro sono state poi condivise le best practice utili ad orientare l’operato delle Polizie locali nell’avvio di istruttorie strumentali alla adozione di provvedimenti preventivi e/o interdittivi.
Analogamente è stato messo a fattor comune un approccio operativo utile ad una puntuale veicolazione del flusso informativo destinato ad orientare l’operato delle Polizie locali sul fronte della gestione dell’ordine pubblico, anche nella consapevolezza del valore aggiunto che la capillare diffusione e decentramento territoriale possono offrire per un ancor più attento controllo del territorio, ispirato, sempre più, ad un asse univoco, che lega il centro della Capitale ai quartieri più periferici, fino a raggiungere i Comuni di più modeste dimensioni dell’hinterland della provincia.

 

 

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